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20 – 20 – 20

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Si chiama “20-20-20” il nuovo piano dell’Unione Europea sull’ambiente, l’obiettivo è quello ridurre entro il 2020 il 20% delle emissioni di anidride carbonica, portare al 20% il ricorso a fonti rinnovabili di energia e ridurre del 20% i consumi energetici il tutto al fine di migliorare la qualità dell’ambiente all’interno dell’Unione Europea.

Quando ho letto questa notizia il mio primo pensiero è stato “finalmente una bella notizia!”, subito dopo però leggo sia l’intervento del Ministro Ronchi e del Ministro Prestigiacomo, allarmati per il rischio di insostenibilità economica derivante dal rispetto della normativa, sia una nota Confindustria dove addirittura si parla di “rischio di competitività” per l’industria italiana, e rimango perplesso soprattutto per l’incoerenza di tale presa di posizione.

Da un lato assistiamo ad un continuo proliferare di iniziative di CSR ad opera delle più importanti aziende italiane o multinazionali operanti in Italia, concretizzandosi anche in un’attenta gestione dell’impatto ambientale, dall’altro ad una dura presa di posizione di Confidustria, nei confronti di questo nuovo piano che, necessariamente si scontra con i trend di responsabilità sociale ed ambientale annunciata e comunicata dalle grandi realtà economiche di questo paese. Leggi il seguito di questo post »

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On line il rapporto di sostenibilità 2007 di Autogrill

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Il report  di sostenibilità 2007 del Gruppo Autogrill, primo operatore al mondo nei servizi di ristorazione e retail per chi viaggia presenta alcuni interessanti aspetti che meritano di essere approfonditi. Il Gruppo Autogrill presente in 42 paesi con 66.820 dipendenti gestisce più di 5300 punti vendita in oltre 1200 location per un totale di 890 milioni di clienti l’anno; questi dati ci fanno capire quale impatto può avere all’interno del contesto socio-economico ed ambientale in cui opera.

Di particolare interesse dal punto di vista della sostenibilità è l’impegno relativo all’impatto ambientale ottenendo per la sede italiana la certificazione UNI EN ISO 14001, questo dovrebbe rappresentare solamente un punto di partenza verso la  certificazione integrale di tutte le sedi del Gruppo. Meno interessante l’area della contaminazione tra profit e non profit, emerge infatti solamente una significativa attività di donazione verso il terzo settore, ma nulla di più. Dal punto di vista del management sostenibile non ci sono particolari azioni da segnalare.

La CSR del Gruppo Autogrill è ben comunicata all’esterno, bisognerebbe comprendere quanto sia vissuta realmente dalle persone all’interno dell’organizzazione, dal report questa sensibilità non emerge.

 

Progetto “World of difference” … un passo avanti!!!

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Nell’ultimo post ho accennato al tema della contaminazione tra profit e non profit, in questo vorrei presentarvi un progetto che conferma questa tendenza. Sto parlando del progetto “World of difference” avviato dalla Fondazione Vodafone Italia.

Il progetto come come definito sul sito internet della Fondazione “promuove il coinvolgimento diretto di clienti e dipendenti nelle attività di alcuni Enti non profit, in cambio di un’esperienza di solidarietà unica …World of Difference offre l’opportunità di svolgere un’attività lavorativa direttamente presso alcuni Enti non profit tra quelli sostenuti dalla Fondazione Vodafone Italia per un periodo di tempo determinato di tre mesi”. Per essere più chiari la Fondazione Vodafone Italia si pone come soggetto in grado di agevolare la ricerca di personale proessionista speciliazzato da inserire all’interno di strutture non profit selezionate. Il primo bacino di raccolta delle candidature è la stessa Vodafone Italia, offrendo la possibilità alle proprie risorse di vivere un’esperienza lavorativa nel non profit per un periodo determinato di tre mesi.

L’innovazione di questo progetto è rilevante anche per il fatto di veder coinvolti  sia i dipendenti che i clienti, avviando una sensibilizzazione diffusa verso la necessità di professionalità nel settore non profit. L’impatto sociale è sicuramente notevole, anche se potenzialmente limitato, lo sviluppo progettuale di questa iniziativa potrebbe essere rappresentato da un approccio reale di knowledge sharing volontario e strutturato ovvero una forma di condivisione delle professionalità su base volontaria ma retribuito dall’ente for profit. Non è affatto impensabile pensare da un “voucher di professionalità” corrispondende ad un certo numero di ore di lavoro da spendere verso progetti sociali (coerenti ad esempio con i progetti di csr dell’ente for profit)  in cui si richiedono specifiche professionalità (già presenti all’interno dell’azienda). Uno dei limiti alla reale creazione di valore sociale generato dalle imprese è spesso dettato da una separazione tra ciò che è business e ciò che è sociale, entrambe le strade tuttavia potrebbero in molti casi seguire percorsi paralleli.

On line il Sustainability Report 2007 di Chamartin Imobiliaria

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Chamartin Imobiliaria è una società immobiliare portoghese specializzata nella realizzazione di gallerie commerciali e business center.

Ho analizzato il report di sostenibilità 2007 confrontandolo con il 2006 e appare evidente l’impegno di Chamartin verso gli obiettivi di CSR.

Il piano di sviluppo lanciato nel 2005 cosi come compare a pagina 09 del report 2006 prevede infatti di integrare la CSR all’interno dei principali processi produttivi.

Ad oggi gli obiettivi prefissati sono stati tutti raggiunti, la vera sfida ovvero il processo definitivo di integrazione è tuttavia previsto nel 2010.

Nel report 2007 emergono importanti iniziative tra le quali segnalo:

·         La sperimentazione di progetti innovativi che testano la “bioclimatic architecture

·         L’applicazione dei 10 principi di sostenibilità per i progetti real estate

·         Il raggiungimento degli obiettivi economici, sociali ed ambientali previsti.

L’impatto che una società immobiliare ha all’interno del contesto sociale, ambiente ed economico non è sicuramente indifferente, l’aver scelto una strada che consente di monitorare in ogni ambito le conseguenze delle proprie azioni diventa sicuramente motivo di apprezzamento. Anche Chamartin pone al centro del proprio business non solo la sostenibilità, ma soprattutto le persone che governano e rendono concreti i processi aziendali.

On line il nuovo Corporate Sustainability Report di UPS

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Nella sezione CSR REPORT ALLERT è possibile scaricare il report completo
Nella sezione CSR REPORT ALERT è possibile scaricare il report completo

 

E’ stato presentato in questi giorni il 6°  report di sostenibilità di UPS, azienda a di trasporti e logistica che nel 2007 ha compiuto 100 anni di attività.

Ups ha sede ad Atlanta ed opera in 200 stati nel mondo con oltre 425.000 dipendenti.

Dal report di sostenibilità emerge un’iniziativa interessante  dal punto di vista della contaminazione tra profit e non profit, si tratta del “Logistics Emergency Teams” (LETs), ovvero della creazione di un team di persone in grado di collaborare con altri vettori logistici e finalizzato al trasporto di materiale di prima necessità in situazioni di emergenza. UPS mette a disposizione non solo i propri mezzi, ma soprattutto la professionalità del personale in grado di ottimizzare i tempi di distribuzione dei generi di prima necessità.

“The LETs program presents an incredible opportunity to bring the full weight of the logistics industry to bear at a time when lives are in the balance,” said Dan Brutto, President, UPS International. “Even though we may be competitors in the business world, we can work together for the good of humanity.”

Si tratta quindi di un iniziativa che integra all’interno dei propri processi organizzativi attività di CSR, potenzialmente diventando un punto di riferimento per la logistica durante le più importanti situazioni di emergenza mondiali.

Nella sezione “CSR Report Alert” è possibile scaricare il report completo.

SOCIAL TRAINING EVENT

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 Il Social Training Event ideato da Newton Edutainment per la Direzione Commerciale Consumer di Vodafone Italia, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, rappresenta il primo esempio di CSR (Corporate Social Responsibility) Inside. Il Social Training Event è un evento formativo destinato alla forza vendita consumer di Vodafone Italia ma, nello stesso tempo, è un’attività di responsabilità sociale sviluppata dagli stessi partecipanti.

L’idea di fondo è quella di sperimentare le competenze e le capacità della forza vendita Vodafone su un “terreno di gioco” differente rispetto a quello tradizionale, quello della raccolta fondi per un’importante organizzazione di volontariato. La raccolta fondi, la vendita cioè di un un’idea solidale, ha molte affinità con la vendita commerciale a cui i partecipanti sono abituati: le competenze da utilizzare sono le stesse, cambiano invece l’approccio e la disponibilità dei potenziali clienti.

La strategicità di questo progetto, unico in Italia nel suo genere, sta nel fatto di portare la CSR al di fuori della funzione aziendale dedicata; deve essere per definizione un obiettivo trasversale alle funzioni e soprattutto radicata all’interno dei processi aziendali, da qui il concetto di “CSR inside”.

Attraverso il Social Training Event si agevola infine il superamento di paradigmi in cui sono inseriti sia i partecipanti che i volontari. Se, da un lato, la forza vendita vive nel paradigma della presunzione di competenza che impedisce di percepire le difficoltà di raggiungimento di obiettivi solidali diversi da quelli aziendali,  dall’altro i volontari vivono esattamente la situazione opposta, vedono negli obiettivi proposti una meta irraggiungibile e impossibile, tanto da considerarli quasi folli.

Solo nel momento in cui gli obiettivi del Social Training Event vengono raggiunti (o ci si avvicina al loro raggiungimento), partecipanti e volontari riescono a superare i loro paradigmi: i partecipanti si rendono conto che raccogliere ad esempio 23.000 euro in poche ore non è stato uno scherzo, mentre i volontari capiscono che, durante le loro raccolte fondi, hanno commesso molti errori dei quali evidentemente non erano consapevoli. Si genera quindi un incremento di valore non riconducibile solamente alla somma di denaro raccolta: si assiste infatti ad una contaminazione di competenze in grado di contribuire allo sviluppo delle conoscenze di entrambi gli attori in gioco.  

IL MANAGER DEL FUTURO: the new social steward

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il non profit in Italia è variegato, composto da associazioni riconosciute e non, cooperative, enti religiosi, fondazioni ed enti pubblici: si contano infatti oltre 21.000 associazioni di volontariato registrate (alle quali si possono aggiungere oltre 35% di associazioni non registrate).

Queste realtà non sono ovviamente composte solamente da volontari, che rappresentano il numero più consistente, ma anche da professionisti in grado di contribuire alla crescita, anche economica, del settore. Basti infatti pensare che il terzo settore ha un giro di affari stimato in circa 38 miliardi di euro, quindi non si tratta più di un soggetto marginale ma di un universo protagonista dello scenario socioeconomico nazionale.