Se gli stipendi scendono troppo la competitività diminuisce

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Esiste una correlazione tra gli stipendi, l’impegno e la competitività di un’impresa? I ragionamenti sul triplice legame tra motivazione, soddisfazione e retribuzione sono stati approfonditi negli anni da molti esperti del settore, la letteratura è infatti ricca di interessanti teorie che ogni giorno possono trovare riscontro all’interno di molte organizzazioni aziendali. Il focus di questo post è tuttavia un altro.

In seguito alla grande recessione del 2008-2009 il fenomeno della diminuzione degli stipendi (soprattutto americana) ha subito un’accelerazione incredibile tanto da diventare un fenomeno economico e manageriale preoccupante. Ciò che appare ancora più preoccupante sono i comportamenti dei datori di lavoro.

Il ragionamento lineare di un datore di lavoro che porta ad abbassare gli stipendi è ovviamente il seguente: molti miei concorrenti chiudono, per evitare di chiudere, mantengo stabili gli stipendi, o ancora meglio diminuisco l’organico, diminuendo l’organico si crea una maggiore domanda di lavoro, appena possibile riassumo alcune persone ovviamente con uno stipendio più basso. In altri termini il gioco della domanda e dell’offerta dei generi di consumo applicata al mercato del lavoro.

Questo lineare ragionamento probabilmente aveva un senso in un’era non complessa, in cui le imprese si scontravano su un terreno certo, prevedibile e appunto lineare. Applicare tale logica in uno scenario complesso può compromettere definitivamente la competitività delle imprese che perseguono tale politica.

Facciamo un esempio, prendiamo in considerazione un lussuoso resort costruito su un’isola che occupa interamente in maniera esclusiva. Possiamo immaginare che le esigenze della clientela di questo resort siano di altissimo livello, con una percezione di qualità elevata e con una soglia di tolleranza molto bassa. Ne deriva di conseguenza che il personale che lavorerà presso questa struttura dovrà avere una sensibilità, una competenza e un orientamento al cliente sufficientemente elevato al fine di far “godere” all’ospite una vacanza da sogno. Per una struttura di lusso come questa avrebbe senso non investire sugli stipendi delle proprie persone?

La risposta che potremmo dare è sicuramente negativa, in un contesto simile ho bisogno di persone competenti, soddisfatte, motivate anche dal punto di vista economico, quindi non posso permettermi di risparmiare sugli stipendi correndo il rischio di mettere in crisi la possibilità di generare business in futuro. In realtà l’esempio che vi ho fatto è tutt’altro che fantasioso, infatti Rick Hayduk, General Manager del South Sea resort della Florida, ha dichiarato che l’abbassamento degli stipendi in seguito alla crisi è la manna dal cielo per gli imprenditori, dichiarando che non ha nessuna intenzione di offrire ai neo assunti lo stesso stipendio che avrebbe offerto prima della crisi.

Le conseguenze di comportamenti come questi generano negli anni situazioni paradossali all’interno delle organizzazioni (indistintamente dal settore e dalla dimensione dell’impresa), tanto da causare sacche di inefficienza o demotivazione generate anche da ingiustificabile differenze retributive o di responsabilità. Proiettiamoci infatti in un prossimo futuro (5 anni) sempre all’interno del South Sea resort di Captiva Island, probabilmente gli stipendi dei neo assunti saranno risaliti, e quindi l’organizzazione correrà il rischio di pagare di più neo assunti che persone che sono entrate 5 anni prima. Questa situazione se resa trasparente potrebbe generare conflitti e contrasti, motivo per cui all’interno delle organizzazioni gli stipendi delle persone spesso sono custoditi segretamente all’interno di file con doppia password, pensando ingenuamente che le persone all’interno della stessa organizzazione non parlino tra loro.

Abusare della propria posizione di organizzazione che fornisce lavoro non paga più, pensare continuamente a come massimizzare i profitti appartiene ad un’epoca che non esiste più. Le organizzazioni moderne dovrebbero investire maggiormente in progettualità e innovazione piuttosto che concentrarsi con sempre maggiore veemenza nel controllo e nella massimizzazione. Tali comportamenti potranno portare sicuramente ad un beneficio economico per le organizzazioni che li perseguiranno, ma la vera domanda è: per quanto tempo ancora queste azioni riusciranno a generare valore, o meglio per quanto tempo ancora riusciranno ad estrarre valore dall’organizzazione?

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2 pensieri riguardo “Se gli stipendi scendono troppo la competitività diminuisce

    Alessia ha detto:
    gennaio 31, 2011 alle 12:19 pm

    é un po’ lo stesso principio di un famoso detto popolare…se alle persone continui a dare noccioline, anziché persone allevi scimmie..

    […] L’aumento degli stipendi si traduce automaticamente in un aumento dei costi, questo è evidente, ma nello stesso tempo si può trasformare in un aumento non tanto della produttività, quanto della capacità produttiva dell’impresa. […]

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