Esselunga: un’opportunità mancata

Postato il

 

Con l’inizio del nuovo anno è partita una piccola rivoluzione che per certi aspetti ha impattato sulla vita quotidiana di ognuno di noi, mi riferisco al definitivo abbandono del sacchetto di plastica, spesso utilizzato dalla grande distribuzione come utile soluzione per trasportare la spesa a casa.

L’eliminazione dei sacchetti di plastica permette una significativa riduzione dei danni ambientali, eliminando quindi uno strumento si utile ma anche gravemente dannoso alla salute, soprattutto in merito agli infiniti tempi di smaltimento.

Per la grande distribuzione, l’eliminazione della borsa di plastica, poteva trasformarsi in una vera opportunità, dimostrando un grande segno di maturità, responsabilità e soprattutto consapevolezza rispetto ad tematica di sostenibilità.

Molte catene tra cui COOP, da molti mesi (in alcuni casi anni), hanno introdotto il sacchetto di plastica degradabile, anticipando di molto il vincolo normativo entrato in vigore il primo gennaio 2011, dimostrando di essere consapevoli del danno ambientale prodotto, facendo quindi diventare un vincolo, una politica aziendale sostenibile.

Altro atteggiamento quello di Esselunga, che al contrario ha dimostrato non solo di non essere in grado di cogliere aspetti sempre più importanti nella vita del consumatore, ma anche di non essere in grado di tradurre un vincolo in un’opportunità.

L’immagine presente all’interno di questo post dimostra concretamente quanto appena detto. Nei primissimi giorni di gennaio, all’interno dei supermercati Esselunga di si poteva leggere questo imbarazzante cartello : “Nell’incertezza delle leggi, Esselunga lascia alla Clientela la libertà di scelta tra: sacchetto biodegradabile, sacchetto di carta e scatola di cartone, sacchetto di plastica (gratuito fino ad esaurimento scorte)” dichiarando esplicitamente che l’impatto ambientale non è affare di Esselunga.

Questa scelta può essere legittima, sicuramente non condivisibile, tuttavia l’errore, se così lo vogliamo chiamare, da un punto di vista manageriale, emerge non tanto dal cartello, quando da quanto scritto nella seconda pagine di News (rivista distribuita gratuitamente ai clienti Esselunga) del mese di febbraio 2011; il titolo dell’articolo è: “L’ambiente ringrazia. Una scelta semplice che migliora le nostre abitudini quotidiane. Oltre 10 alternative che Esselunga propone nel rispetto della natura”, di seguito una lunga descrizione in merito alle borse riutilizzabili  acquistabili presso Esselunga.  

La contraddizione è evidente, se Esselunga era ed è così attenta all’ambiente perché il primo gennaio ha esposto un simile comunicato? Forse non aveva la fornitura sufficiente di borse riutilizzabili da vendere? Il dubbio è grande, e ancora più imbarazzante il fatto che qualcuno pensi che il cliente del 2011 non veda questa incoerenza e questa presunzione.

Annunci

4 pensieri riguardo “Esselunga: un’opportunità mancata

    fabio ha detto:
    febbraio 9, 2011 alle 3:51 pm

    l’ambiente è importantissimo e troppo spesso ce ne dimentichiamo. la realtà però parrebbe essere un’altra, rispetto a quella prospettata nel post: sembra che i fantomatici sacchetti biodegradabili coop in realtà tali non siano. semplicemente si polverizzerebbero in miriadi di pezzettini, senza essere realmente biodegradabili…

      Gianluca ha detto:
      febbraio 9, 2011 alle 4:01 pm

      Il post vuole sottolineare l’incoerenza delle azioni manageriali e non solo l’utilizzo di sistemi di tutela ambientale. Non conosco nel dettaglio l’efficacia dei sacchetti coop, so solo che rispondono a pieno alle norme di tutela ambientale.

    inobrec ha detto:
    febbraio 14, 2011 alle 12:54 pm

    Paradossalmente mi sono trovato ad fare una micro indagine di opinione su questo argomento e devo dire che in barba a tutte le considerazioni ecologiste, sociali o meno, l’iniziativa pratica di Esselunga è stata molto apprezzata dai clienti. Infatti molte massaie hanno fatto incetta delle buste ormai al bando proprio perchè le famose buste, presunte biodegradabili, hanno il difetto di essere estremamente fragili e quasi inutilizzabili dopo il primo utilizzo, mentre le vecchie hanno il pregio di poter essere riutilizzate molte e molte volte prima di chiudere la loro vita come contenitore per rifiuti. Non solo in molti casi le buste con il noto marchio facevano bella mostra di se nelle file e all’uscita dei punti vendita della concorrenza, preferite a quelle del punto vendita perchè gratuite e molto più robuste e capienti.
    Quindi se da un lato non si può non notare l’incoerenza dei due messaggi, che semmai mette in luce una gestione separata e blindata della comunicazione all’interno di quell’azienda, dall’altra non si può notare come l’effetto psicologico e pratico sia al di fuori di criteri etico sociali ed ecologici che si professano in pubblico ma che si disattendono nel quotidiano.

    francesco ha detto:
    luglio 10, 2013 alle 5:54 pm

    Arrivo un po’ in ritardo..scusate.
    Il fatto di offrire dei sacchetti biodegradabili non significa necessariamente una certa attenzione all’ambiente……..piuttosto una gran bella mossa di marketing.
    Di fatto, i sacchetti distribuiti sono legggeri e inadeguati a certi prodotti (spigoli vivi).. Quindi un grande spreco anche di questo materiale.
    Inoltre sono “inutili” perchè per la patumiera di casa sono sempre in vendita i sacchetti di plastica.. L’operazione “sacchetto biodegradabile” andava fatta a 360° su tutto…anche su quelli in vendita. Invece, come tutte le cose all’italiana, ci siamo adattati.. a metà!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...