Ancora Luxottica!

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Rientrare al lavoro dopo le vacanze non è mai semplice, altri ritmi, altri pensieri (e quest’estate i pensieri rispetto al nostro futuro sono stati parecchi….), altre priorità, c’è però una notizia che forse è passata inosservata a molti, ma che sicuramente può essere considerata confortante ed un possibile punto di arrivo rispetto alle tendenze manageriali.

In occasione dell’anniversario della fondazione, Luxottica, (Leonardo del Vecchio) ha voluto regalare a tutti i dipendenti delle azioni in funzione dell’anzianità aziendale, il motivo è semplice come emerge dalla dichiarazione di Del Vecchio:  “Tramite questa operazione abbiamo voluto ringraziare in maniera concreta le persone dei nostri stabilimenti per l’impegno e la passione mostrati in questi anni: sono infatti le persone a determinare ogni giorno il vero successo di lungo periodo delle nostre imprese”.

Si tratta di circa 7 milioni di euro distribuiti in oltre 350.000 azioni. Ciò che conta non è il ruolo, ma quanto tempo ha investito il collaboratore in Luxottica.

Qualcuno potrebbe pensare che sia solo un gesto simbolico, poche migliaia di euro non cambiano la vita… può anche essere vero, ma è sufficiente essere stati almeno una volta ad Agordo per capire che la sfida verso la competitività globale, la si poteva vincere solamente con una cultura aziendale realmente orientata alle persone, alle famiglie e a tutto quello che può rientrare nel più ampio concetto di welfare aziendale.

Come può un’impresa multinazionale avere uno stabilimento in montagna, senza essere vicino a grandi vie di comunicazione, piattaforme logistiche, centri finanziari di rilievo? Semplice basta osservare il sistema Luxottica per capirlo. Non è sempre necessario omologarsi ad altri per essere un’azienda di successo, il successo del nostro paese è formato anche da realtà che si identificano con territori marginali, e proprio per questo motivo il legame con il territorio si è trasformato da vincolo a reale opportunità.

Lo stesso esempio, già citato più volte, è rappresentato da Ferrero, altra realtà multinazionale, che ha un vero cuore pulsante nelle campagne delle langhe, una dei pochi territori del nord Italia, sprovvisti di autostrade e aeroporti vicini.

Gli elementi di successo sono quindi altri, Luxottica, Ferrero, ed altri esempi minori, hanno sviluppato consapevolmente o inconsapevolmente negli ultimi 30 anni una propria teoria di gestione degli stakeholder che ora è in grado di garantire risultati in termini di competitività importanti.

Ancora una volta Luxottica ha dimostrato di avere le idee ben chiare rispetto allo sviluppo, al futuro e agli ingredienti necessari per riuscire ad essere più competitivi in un mondo senza valori, regole o limiti.

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3 pensieri riguardo “Ancora Luxottica!

    martina cuzzolin ha detto:
    settembre 15, 2011 alle 6:58 pm

    ciao, ho trovato bello ed interessante l’articolo e mi fa piacere poter ricevere notizie come questa ora che sono lontana dall’Italia. Attualmente infatti mi trovo in Svezia e sto seguendo un corso di business ethics nel quale mi è stato assegnato il compito di seguire dei blog correlati alla materia per circa un mese. Perciò per il prossimo mese ti seguirò assiduamente!!!confido in quanti più articoli ed interventi è possibile! A presto

    Martina Cuzzolin

    martina cuzzolin ha detto:
    settembre 18, 2011 alle 9:10 pm

    scusa vorrei un chiarimento da parte tua, cosa intendi per gestione degli stakeholder in questo caso? sono d’accordo riguardo alla distribuzione di azioni, anche se si stanno considerando solo i dipendenti, ma l’essere collocati in aree non urbane come impatta sulla gestione degli stakeholder?

      gianluca ha detto:
      settembre 18, 2011 alle 9:41 pm

      Ciao Martina, essere allocati in un territorio non urbano impatta sulla gestione degli stakeholder nella misura in cui ogni azione di sviluppo sarà direttamente o indirettamente concertata con la comunità locale. Tutto ciò che un’azienda di un certo tipo radicata sul territorio mette in atto ha ripercussioni sul territorio, se hai intenzione di perdurare in quel territorio, le azioni vanno gestite per aver ripersussioni positive anche sulle persone che vivono e che eventualmente lavorano nel territorio stesso.
      Per essere chiari pensa al modello di svilupo di Olivetti che ha visto il suo successo nella capaictà di aver raccolto attorno a se un intero territorio, creandoun senso di appartenenza all’azienda forse unico per quel periodo storico. Disporre di persone che riconoscno all’azienda anche un ruolo sociale, significa avere collaboratori che sanno comprendere più di altre le decisioni del management, il che non significa che non abbiano senso critico, al contrario sono solamente abituati a considere l’azienda non come contraparte ma come partner.

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