Il dopo Thyssen

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La responsabilità sociale ha un costo? Certo, meglio interpretarlo come un necessario investimento. Non sono in grado di entrare nel merito giuridico della sentenza Thyssen, tuttavia ciò che è accaduto nei giorni scorsi, segna sicuramente un’evoluzione del modello di sicurezza e più in generale di responsabilità sociale d’impresa. Tante voci, alcune fuori luogo, alcune di spavento per il futuro, alcune di entusiasmo, certo è che ancora una volta per far cambiare le cose occorre reagire ad una situazione, in questo caso realmente drammatica che è costata la vita a molte persone che lavorando hanno perso la vita. La responsabilità dell’azienda è evidente, le reazioni di enti e organi espressione del settore appaio quantomeno incoerenti e da un lato preoccupanti semplicemente per la mancata opportunità di assumere un atteggiamento più responsabile in senso ampio del termine, cogliendo dalla sentenza la possibilità di dare segnali chiari  a coloro che ancora oggi ritengono la sicurezza come un costo a volte troppo elevato.

Ultimo aspetto della vicenda riguarda le non reazioni rispetto ad una posizione di vantaggio competitivo assunta slealmente e a discapito dei lavoratori. Il fatto che Thyssen non abbia investito a sufficienza nel settore della sicurezza ha portato all’azienda stessa un vero vantaggio competitivo rispetto ai suoi diretti concorrenti, tale elemento dovrebbe essere oggetto di denuncia, mentre difficilmente troveremo nelle cronache simili ragionamenti.

I motivi potrebbero essere differenti, da un lato probabilmente perché si tratta di un sistema come più volte accennato poco turbolento e dominato da posizione dominanti (logica dell’oligopolio), dall’altro il fatto che per denunciare un concorrente su un tema così delicato coma la sicurezza occorre essere realmente in regola, non è detto che i concorrenti lo siano, anzi leggendo le critiche alla sentenza parrebbe emergere il contrario.

Se da un lato le aziende sono molto attente a far emergere azioni di illecito commerciale messe in atto dai loro competitors, sono molto distratte dal denunciare elementi di vantaggio competitivo che non hanno ricadute dirette sul business. Se denunciare è difficile, utilizzare la sicurezza come vantaggio competitivo lo ancora di più, spesso perché manca una cultura aziendale orientata in questa direzione, sottovalutando la percezione del cliente finale rispetto al tema sicurezza del lavoro o tutela del lavoro.

La logica business-centrica ancora una volta domina una logica stakeholders-centrica. Sono infatti questi gli aspetti che maggiormente rendono innocue le politiche di responsabilità sociale all’interno delle aziende.

Il dopo Thyssen può rappresentare una vera opportunità nel pianificare non solo azioni maggiormente responsabili, ma avviando un ragionamento strategico in grado di includere anche azioni di CSR. E’ sempre più evidente che il vantaggio competitivo sia garantito anche da quanto responsabilmente un’organizzazione è in grado di sviluppare il proprio business (certo, in un’ottica di medio e lungo periodo).

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