La CSR e il conflitto di interessi

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conflittoAll’interno delle organizzazioni aziendali, esistono molti interessi in comuni, la maggior parte, ed alcuni interessi che apparentemente sono in conflitto tra loro. Uno degli elementi che solitamente genera maggiore conflittualità, alla quale tuttavia viene dato poca importanza è lo sviluppo delle politiche di responsabilità sociale. Per definizione la CSR, va a compensare gli squilibri presenti all’interno dell’organizzazione, facendo emergere potenziali aree conflittuali. Il ruolo delle politiche di CSR dovrebbe essere proprio quello di colmare queste differenze e consentire la trasformazione del conflitto in opportunità.

Come più volte dichiarato, uno dei maggiori elementi di contrapposizione è dato dalla visione strategica di un’azienda nei confronti dei propri stakeholder. La visione strategica che presuppone per definizione una visione di medio periodo, spesso si scontra con atteggiamenti e orientamenti ai risultati di breve o di brevissimo periodo. In questo gioco dei tempi, il breve o il medio e il lungo periodo, vede protagonisti stakeholder differenti; da un lato troviamo lo stakeholder “azionista” che a volte (non sempre) ha una visione e una prospettiva finalizzata più al breve periodo, dall’altro troviamo differenti stakeholder, tra cui le persone che lavorano in azienda, i clienti o la comunità, che al contrario hanno una focalizzazione sulla generazione comune e continuativa di valore (economico e sociale)  quindi una visione più orientata alla competitività sostenibile ovvero di medio e lungo periodo.

A chi spetta far convivere questi due atteggiamenti entrambi per alcuni aspetti validi? Prima dell’avvento della CSR in azienda, la gestione dei conflitti di interesse on era un vero problema, proprio perché alcuni stakeholder non erano proprio considerati tali, quindi il problema dell’eventualità conflittualità era frutto di mediazione tra le funzioni.

Più il business diventa complesso, più è difficile ignorare il ruolo che hanno gli stakeholder nel processo di generazione del valore per l’azienda; ed è proprio in questo contesto che la CSR può giocare un ruolo determinante. La CSR diventa quindi la stanza di compensazione solamente se non è intesa come una funzione aziendale di mediazione o di staff, ma come un approccio al business, o meglio come uno strumento in grado di creare una visione omogenea rispetto allo sviluppo dell’impresa.

Se tutte le funzioni avessero un approccio CSR oriented difficilmente emergerebbero aree di conflittualità, ecco quindi che parlare di CSR oggi non significa parlare (solo) di sociale, ma sempre più spesso può e deve significare parlare di business.

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