contaminazione

Competenze gratis? Si, grazie!

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Potrebbe essere questo il pay-off di Quadrifoglio, l’azienda Municipalizzata di Firenze. Il Presidente, Giorgio Moretti, ha deciso di assumere l’incarico, senza percepire retribuzione. Moretti è fondatore e Ad del Gruppo Dedalus, leader in Italia nella produzione di software in ambito sanitario e clinico, con oltre 500 addetti e 50 milioni di fatturato. La decisione di Moretti è stata presa dopo un appello del neo Sindaco di Firenze (Renzi) durante un’assemblea di Confindustria.

Il  messaggio lanciato dal primo cittadino, sicuramente efficace si basava su una  richiesta di aiuto, questa volta non di natura economica, ma legato alla ricerca di competenze, professionalità e responsabilità.

Il principio che ha spinto Renzi ma anche Moretti, è stato proprio quella della contaminazione di competenze e di esperienze.

Le municipalizzate sono sempre più considerabili come aziende, non solo per i volumi di business, ma anche per le scelte che consentono di poter rimanere sul mercato. 

La necessità di aver persone in grado di governare tutti i processi, rendendo competitiva l’azienda sul mercato non può essere un vezzo, ma sempre più spesso diventa una condizione indispensabile per riuscire a sostenersi.

Molte municipalizzate sono infatti spesso governate da manager dotati di professionalità e competenze eccellenti, quindi in assoluto la notizia non dovrebbe suscitare grandi emozioni, tuttavia se assumiamo un punto di vita diverso possiamo notare profonde differenze in particolare:

–          I direttori generali o gli AD di molte municipalizzate o ex municipalizzate sono cresciuti all’interno delle stesse aziende e quindi portano un bagaglio di esperienze profondo ma limitato

–          I presidenti delle municipalizzate vengono spesso nominati per vocazione politica, senza disporre delle necessarie competente, e percependo un onorario tutt’altro che simbolico

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Social Training Event™ del Gruppo 24 ore insieme a Croce Rossa Italiana in favore della gente d’Abruzzo

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Venerdì 10 aprile ero presente ai funerali di Stato per le vittime del sisma, inutile dire che un’esperienza simile rientra tra le peggiori che si possano vivere. La situazione all’Aquila e dintorni è veramente drammatica, tuttavia tutte le forze messe in campo per governare questa fase di emergenza stanno lavorando molto bene ed in maniera sinergica, tutte orientate ad un unico obiettivo, quello di superare nel più breve tempo possibile l’emergenza per avviare la fase di ripristino della normalità.

Il motivo per cui mi trovavo all’Aquila, non era limitato a voler testimoniare la mia/nostra vicinanza alle vittime del sisma, ma anche per riuscire ad organizzare un Social Training Event™ attraverso il quale la forza vendita (e tutto il personale) del Gruppo sole 24 ore possa mettere a disposizione della Croce Rossa Italiana le competenze necessarie per raccogliere fondi per la gente d’Abruzzo.

Sabato 18 aprile dalle 08.00 alle 20.00 nelle principali piazze italiane, Il sole 24 ore e la Croce Rossa Italiana organizzeranno una vera gara di solidarietà per raccogliere quanti più contributi possibili.

L’eccezionalità dell’iniziativa “Vendiamo solidarietà” si identifica non nella semplice contribuzione ad un’importante causa sociale, ma nel voler coinvolgere quante più persone possibile in un progetto che ha una duplice finalità, raccogliere fondi ma anche sensibilizzare quante più persone verso la necessità di essere formati alla solidarietà, non solo e unicamente di fonte a maxiemergenze.

L’iniziativa “Vendiamo solidarietà” è un vero esempio di contaminazione di competenze e saperi; da un lato la forza commerciale del Sole 254 ore saprà mettere in atto tutte le capacità di vendita per riuscire a raccogliere contributi, dall’altro la Croce Rossa Italiana sarà garante dell’utilizzo dei fondi raccolti individuando obiettivi sociali strategici per la ricostruzione dell’Abruzzo.

Aver l’onore di poter coordinare una simile iniziativa, non mi fa dormire di notte, tuttavia sono convinto che i contributi di tutti siano realmente indirizzati nella stessa direzione: fare in modo che le persone che oggi non hanno più una casa, possano tornare alla vita normale nel più breve tempo possibile.

Vi aspetto a  Milano – Roma – Torino  – Napoli – Bologna – Rimini – Mantova – Trento – Treviso – Bari e Catania sabato 18 aprile dalle 08.00 alle 20.00. Anche 1 euro è fondamentale.

Vi ricordo il conto corrente per effettuare donazioni per le persone che oggi si trovano senza più nulla:

Conto corrente bancario C/C BANCARIO n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria – Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma. Intestato a: Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 – 00187 Roma.  Coordinate bancarie (codice IBAN) relative sono: IT66 – C010 0503 3820 0000 0218020 CASUALE  24 ORE PER L’ABRUZZO

Conto corrente postale n. 300004 – Intestato a: ” Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 – 00187 Roma” CASUALE 24 ORE PER L’ABRUZZO

 

Riflessioni sul terremoto

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Non è semplice trovare le parole per descrivere un evento drammatico come quello che ha colpito nelle scorse ore la città de L’Aquila e in generale tutto l’Abruzzo. Cosa c’entra però il terremoto con questo blog? Molto, non solo perché la mia esperienza nel mondo non profit (che segna l’inizio della contaminazione) inizia con la Croce Rossa Italiana proprio in seguito ad una maxiemergenza, ma anche perché questo dramma può diventare una vera occasione per dimostrare che le imprese possono avere un ruolo diverso all’interno del contesto sociale rispetto a quello descritto negli ultimi mesi.

Oggi mentre ero in macchina, mi è capitato più volte di sentire professionisti (l’ultimo che ho sentito era un esperto di perforazioni terrestri per la ricerca di acqua non contaminata) che spontaneamente offrivano la loro competenza per superare l’emergenza; immagino che molte persone all’interno delle aziende avessero la stessa voglia e intenzione dei professionisti che hanno telefonato alla radio… perché quindi non agevolare questa condizione?

Molte aziende sicuramente si attiveranno per raccogliere contributi ed inviare prodotti per agevolare il superamento dell’emergenza, tutto questo è fondamentale anzi indispensabili, tuttavia agire solo in questa direzione rappresenta una limitazione rispetto alla possibilità di innescare un vero cambiamento culturale verso la  CSR.

Prendendo esempio dall’esperienza di Katrina, facciamo in modo che le competenze che sono presenti al’interno delle aziende siano finalizzate alla risoluzione di questo drammatico evento. All’interno delle nostre aziende sono presenti competenze, conoscenze, strutture e passioni, tutte utilizzabili per riuscire a velocizzare il ripristino della normalità. Non mi sto riferendo solo a personale tecnico ma anche ad esempio a personale commerciale. Fare CSR significa anche contestualizzare le proprie capacità in funzione di un bisogno emergente coerente con la propria mission.

Perché non creare proprio in questo momento delle vere task forze di esperiti volontari, sostenuti dall’azienda per la quale lavorano da mettere a disposizione del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile? E’ solo uno dei 1000 esempi che si potrebbero fare, la vera innovazione è quella di portare la responsabilità sociale all’esterno, ma anche di agevolare la sensibilità all’interno delle realtà aziendali.

Non perdiamo quest’occasione dimostriamo che si può contribuire non solo con il denaro ma anche con le caratteristiche che ognuno di noi può esprimere all’interno delle organizzazioni per le quali lavora.

Concludo indicando un conto corrente per effettuare donazioni per le persone che oggi si trovano senza più nulla:

Conto corrente bancario C/C BANCARIO n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria – Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma. Intestato a: Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 – 00187 Roma.  Coordinate bancarie (codice IBAN) relative sono: IT66 – C010 0503 3820 0000 0218020 CASUALE 24 ORE PER L’ABRUZZO

Conto corrente postale n. 300004 – Intestato a: ” Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 – 00187 Roma” CASUALE 24 ORE PER L’ABRUZZO

Apprendere per creare valore

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L’intervista a Stefano Zamagni pone al centro due importanti riflessioni, da un lato la necessità di ampliare le azioni di volontariato non solo per incrementare la creazione di valore sociale, ma anche per consentire di innovare il modo di operare del settore pubblico ma  soprattutto del settore for profit; dall’altro l’urgenza del settore non profit di ampliare le proprie conoscenze e competenze per essere in grado di comprendere i cambiamenti di scenario con lo scopo di interpretare le esigenze reali di tutti gli stakeholders con cui interagisce. La sperimentazione dell’azione volontaria diventa quindi un modo per sperimentare approcci ed esperienze che potrebbero essere riproposte anche nel mondo business oriented.  

Progetto “World of difference” … un passo avanti!!!

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Nell’ultimo post ho accennato al tema della contaminazione tra profit e non profit, in questo vorrei presentarvi un progetto che conferma questa tendenza. Sto parlando del progetto “World of difference” avviato dalla Fondazione Vodafone Italia.

Il progetto come come definito sul sito internet della Fondazione “promuove il coinvolgimento diretto di clienti e dipendenti nelle attività di alcuni Enti non profit, in cambio di un’esperienza di solidarietà unica …World of Difference offre l’opportunità di svolgere un’attività lavorativa direttamente presso alcuni Enti non profit tra quelli sostenuti dalla Fondazione Vodafone Italia per un periodo di tempo determinato di tre mesi”. Per essere più chiari la Fondazione Vodafone Italia si pone come soggetto in grado di agevolare la ricerca di personale proessionista speciliazzato da inserire all’interno di strutture non profit selezionate. Il primo bacino di raccolta delle candidature è la stessa Vodafone Italia, offrendo la possibilità alle proprie risorse di vivere un’esperienza lavorativa nel non profit per un periodo determinato di tre mesi.

L’innovazione di questo progetto è rilevante anche per il fatto di veder coinvolti  sia i dipendenti che i clienti, avviando una sensibilizzazione diffusa verso la necessità di professionalità nel settore non profit. L’impatto sociale è sicuramente notevole, anche se potenzialmente limitato, lo sviluppo progettuale di questa iniziativa potrebbe essere rappresentato da un approccio reale di knowledge sharing volontario e strutturato ovvero una forma di condivisione delle professionalità su base volontaria ma retribuito dall’ente for profit. Non è affatto impensabile pensare da un “voucher di professionalità” corrispondende ad un certo numero di ore di lavoro da spendere verso progetti sociali (coerenti ad esempio con i progetti di csr dell’ente for profit)  in cui si richiedono specifiche professionalità (già presenti all’interno dell’azienda). Uno dei limiti alla reale creazione di valore sociale generato dalle imprese è spesso dettato da una separazione tra ciò che è business e ciò che è sociale, entrambe le strade tuttavia potrebbero in molti casi seguire percorsi paralleli.

Inizia la contaminazione?

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Un recente articolo di Valeria Fraschetti apparso su “La stampa” della scorsa settimana recitava “I manager a scuola dal “pony” indiano”. I dabbawala è questo il nome del pony express indiano, hanno una percentuale di successo nelle consegne pari al 99,999%, sono diventati un vero caso studio per molti manager occidentali tanto da aggiudicarsi secondo Forbes la certificazione  Sei Sigma .

I dabbawala riescono ogni giorno a consegnare ad oltre 200.000 persone il pasto caldo ritirato direttamente a casa dei clienti e consegnato in ufficio, con una percentuale di successo quasi totale.

Pare che società come Tata, Unilever e Coca-Cola abbiamo inviato a Mumbai, una megalopoli di oltre 17 milioni di abitanti i propri manager ad osservare i dabbawala da vicino per carpirne i loro segreti.

Non è affatto casuale quanto sta accadendo, anche le organizzazioni complesse come alcune società multinazionali sentono sempre più spesso l’esigenza di ascoltare ed aprirsi verso altri orizzonti imparando o migliorando le proprie performance anche attraverso la contaminazione con realtà apparentemente lontane.

La riflessione che vorrei condividere con voi tuttavia è un’altra, se il caso degli dabbawa è globale e assolutamente di successo riconosciuto, è anche vero che in altre realtà ad esempio non profit, ci sono esempi di efficienza che potrebbero tranquillamente essere per lo meno osservate dai manager di società for profit.

Per riuscire nell’intento della contaminazione tuttavia bisogna avere non solo il coraggio ma anche la curiosità di osservare ciò che viene in altre organizzazioni o in altre realtà.

Sono convinto che se il profit ha molto da insegnare al non profit, vale anche il contrario, bisgona avere le capacità da entrambe le direzione di saper guardare ed ascoltare ciò che viene proposto od offerto superando ogni paradigma.

Concludo con una curiosità senza nessun commento i dabbawa guadagnano poco più di 60 euro al mese.