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“I capi si scelgono, non si subiscono”

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E questa la frase che riassume nel modo migliore questo bel libro di Riccardo Ruggeri “Una storia operaia”. Ruggeri ripercorre la sua vita ricordando i personaggi che ha incontrato nel suo percorso professionale che lo ha visto nascere come operaio Fiat fino a diventare Amministratore Delegato di New Holland, portando quest’ultima alla quotazione a Wall Street.

Il testo lo consiglierei a due tipologie di persone, quelle che pensano che intanto cambiare non serve, che sia impossibile , che intanto è inutile, e a tutti gli studenti universitari che hanno intenzione di entrare in un’azienda.

Ruggeri è in grado di sintetizzare con chiarezza e semplicità gli ultimi 40 anni di storia manageriale parlando da protagonista della più importante industria italiana.

Parla di modelli organizzativi, di scelte strategiche e di comportamenti manageriali che ancora oggi risultano tutt’altro che banali.  

Se da un lato emerge ovviamente un’Italia che non c’è più, dall’altra emergono molteplici similitudini con l’attuale mondo manageriale sempre più ancorato ad una fallimentare visione di breve periodo, a discapito di una visione sempre più miope del ruolo che un’impresa dovrebbe esercitare nel contesto economico e sociale.

Sono tre i passaggi interessanti rispetto all’evoluzione degli scenari manageriali, da un lato la descrizione di Carlo De Benedetti,  indicato come l’uomo della seconda occasione Fiat (non colta ovviamente), dall’altro la descrizione particolareggiata che non emerge in altri libri di testo di Valletta, ed infine l’interessante interpretazione che fornisce dello spaccato Olivetti, del modo di intendere la managerialità secondo Olivetti.

Non è un manuale ma rende chiari alcuni concetti che i manuali non sono in grado di spiegare…