Gomito a gomito divergente

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Quando si sente l’espressione “gomito a gomito” suppongo che anche a voi venga in mente una situazione in cui due  o più persone lavorano o in generale conducono un’attività con lo stesso  obiettivo, condividendo gli sforzi ma anche i risultati.

In realtà ciò che voglio raccontarvi è frutto di una lunga osservazione di ciò che accade all’intero di organizzazione complesse, sia profit e che non non, dove convivono persone che pur lavorando “gomito a gomito”, non solo non sono consapevoli di non condividere lo stesso obiettivo, ma svolgono attività che pur erogate con la buona fede portano a distinti risultati.

Perché accade tutto questo? Il fine comune all’interno di un’organizzazione dovrebbe essere lo stesso per tutti, tuttavia, pare che per differenti motivi, spesso di poco conto e altre volte frutto di una totale incoerenza, non sempre sia vero.

Le organizzazioni che si strutturano attraverso strutture centralizzate sui territori sono quelle chè più soffrono il problema del gomito a gomito divergente, ovvero la direzione centrale pensa e lavora per arrivare ad una meta, le strutture decentrate, pur condividendo il fine, interpretano a loro volta il mandato, in alcuni casi, migliorando l’intento iniziale, in altre distruggendole o rendendolo snaturato e quindi inefficace.

La questione è quindi nell’autonomia interpretativa del mandato deciso dalle strutture centrali? Non mi sembra. L’autonomia delle persone, ed in questo caso delle persone decentrate, non può che essere un valore e non un ostacolo, tuttavia rimane da comprendere perché pur lavorando in un’apparente sintonia, gli obiettivi non riescono ad essere raggiunti. Mintzberg, parla di forze emergenti, di cultura aziendale, ovvero di come una stessa azione possa essere interpretata in maniera differente da diverse persone.

Come non essere d’accordo, occorre tuttavia sottolineare che la cultura aziendale, non è immutevole, al contrario deve e può essere modificata e corretta in qualunque momento. Più si vuole coerenza dalla rete, più occorre conoscere e sviluppare comportamenti coerenti e tra loro integrati.

Spesso alla cultura aziendale, si somma l’incapacità di definire obiettivi, e quindi motori, in grado di spingere in una direzione convergente e non divergente le azioni intraprese a tutti i livelli. La scelta di obiettivi in contrasto o comunque non divergenti nasce con un preciso scopo, innalzare le performance di breve periodo, scegliendo solamente la soluzione che porta un beneficio per l’erogatore di servizi e non per l’utilizzatore.

Questa motivazione, spiega il perché, oltre all’impatto culturale, molte volte si assiste ad un gomito a gomito divergente. Facciamo un esempio.

La direzione centrale, vuole sviluppare determinate azioni che prevedono il giusto coinvolgimento di diversi attori nella filiera organizzativa, non definisce obiettivi specifici, ma generici, definendo solo in un secondo tempo micro obiettivi specifici non solo su quella specifica azione ma su un set di azioni. Gli obiettivi specifici poiché definiti su un set di azioni interconnesse, finisce però con l’avere nel lungo periodo, o meglio all’occorrenza un’interpretazione negativa in quanto portano risultati incoerente con altre azioni.

Per evitare il gomito  gomito divergente occorre quindi definire al netto della cultura aziendale presente all’interno dell’organizzazione uno o due driver su cui basare e strutturare gli obiettivi e non un sottobosco interconnesso di obiettivi che fanno perdere di vista il significato di un’azione direzionale o territoriale.

Uno dei motivi per cui ad esempio alcuni settori di business sono identificabili come a basso tasso di soddisfazione della clientela sono da ricercarsi in queste motivazioni. Non è raro che negli ultimi 6 mesi, prendendo in considerazione il mondo bancario, sia capitato che molti clienti solvibili si siano visti rifiutare il mutuo per l’acquisto della prima casa semplicemente perché poco redditizio per la banca stessa.

Se il Direttore della filiale ad esempio è valutato solo in funzione della marginalità, a parità di impegno lavorativo, è probabile che preferirà non erogare il mutuo concentrando gli sforzi su altro, tutto questo a discapito di un cliente che probabilmente non entrerà mai più in quella banca…..

Inutile quindi continuare a lavorare gomito a gomito se poi gli effetti portano in direzioni diverse.

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Un pensiero riguardo “Gomito a gomito divergente

    pier luigi ha detto:
    aprile 2, 2012 alle 4:22 pm

    Posso solo dire che certe volte le strutture centrali non sanno quello che succede nelle strutture periferiche……..

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