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Venditori di “Gratta e Vinci”

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gratta-e-vinciQualche mese fa un’impiegata delle Poste di Taranto ha posto una questione su cui vale la pena riflettere; si è rifiutata di vendere il “Gratta e vinci” allo sportello, ha giudicato immorale venderli. La questione sottoposta dalla signora più che mai attuale e merita quindi un’adeguata riflessione.

Esiste un limite oltre il quale il venditore non può andare? (Rimanendo all’interno del perimetro della legalità). Questo limite che è senza dubbio soggettivo può impattare sulle perfomance commerciali dell’azienda? Esiste un ruolo dell’azienda per affrontare questa situazione?

Prima di rispondere occorre conoscere lo scenario non tanto di Poste Italiane, quanto di molte realtà commerciali che in questi anni si sono trovate a non avere più un preciso perimetro di azione. Leggi il seguito di questo post »

Produttività, turnover e il ruolo del commerciale: il caso Groupon.

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La figura del commerciale all’interno delle aziende ha radicalmente cambiato “pelle” nel corso dell’ultimo decennio, tuttavia rimane ancora oggi una delle figure chiave all’interno delle organizzazioni.  

Nelle ultime settimane ha fatto parecchio discutere la scelta della piattaforma Groupon di valutare i propri collaboratori che operano nell’ambito commerciale principalmente attraverso le performance che riescono a garantire.

Mi spiego meglio, Groupon, assume tutti i propri collaboratori con contratto  tempo interminato, salvo riservarsi la possibilità entro tre mesi di rivedere la propria scelta, ovvero il collaboratore ha tre mesi di prova nei quali deve saper dimostrare di riuscire a garantire determinate performance commerciali altrimenti è fuori.

Questa scelta pare abbia fatto ovviamente lievitare il tasso di turnover all’interno di Groupon,  ma non per questo motivo è completamente inefficace. Leggi il seguito di questo post »