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Social Training Event™ del Gruppo 24 ore insieme a Croce Rossa Italiana in favore della gente d’Abruzzo

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Venerdì 10 aprile ero presente ai funerali di Stato per le vittime del sisma, inutile dire che un’esperienza simile rientra tra le peggiori che si possano vivere. La situazione all’Aquila e dintorni è veramente drammatica, tuttavia tutte le forze messe in campo per governare questa fase di emergenza stanno lavorando molto bene ed in maniera sinergica, tutte orientate ad un unico obiettivo, quello di superare nel più breve tempo possibile l’emergenza per avviare la fase di ripristino della normalità.

Il motivo per cui mi trovavo all’Aquila, non era limitato a voler testimoniare la mia/nostra vicinanza alle vittime del sisma, ma anche per riuscire ad organizzare un Social Training Event™ attraverso il quale la forza vendita (e tutto il personale) del Gruppo sole 24 ore possa mettere a disposizione della Croce Rossa Italiana le competenze necessarie per raccogliere fondi per la gente d’Abruzzo.

Sabato 18 aprile dalle 08.00 alle 20.00 nelle principali piazze italiane, Il sole 24 ore e la Croce Rossa Italiana organizzeranno una vera gara di solidarietà per raccogliere quanti più contributi possibili.

L’eccezionalità dell’iniziativa “Vendiamo solidarietà” si identifica non nella semplice contribuzione ad un’importante causa sociale, ma nel voler coinvolgere quante più persone possibile in un progetto che ha una duplice finalità, raccogliere fondi ma anche sensibilizzare quante più persone verso la necessità di essere formati alla solidarietà, non solo e unicamente di fonte a maxiemergenze.

L’iniziativa “Vendiamo solidarietà” è un vero esempio di contaminazione di competenze e saperi; da un lato la forza commerciale del Sole 254 ore saprà mettere in atto tutte le capacità di vendita per riuscire a raccogliere contributi, dall’altro la Croce Rossa Italiana sarà garante dell’utilizzo dei fondi raccolti individuando obiettivi sociali strategici per la ricostruzione dell’Abruzzo.

Aver l’onore di poter coordinare una simile iniziativa, non mi fa dormire di notte, tuttavia sono convinto che i contributi di tutti siano realmente indirizzati nella stessa direzione: fare in modo che le persone che oggi non hanno più una casa, possano tornare alla vita normale nel più breve tempo possibile.

Vi aspetto a  Milano – Roma – Torino  – Napoli – Bologna – Rimini – Mantova – Trento – Treviso – Bari e Catania sabato 18 aprile dalle 08.00 alle 20.00. Anche 1 euro è fondamentale.

Vi ricordo il conto corrente per effettuare donazioni per le persone che oggi si trovano senza più nulla:

Conto corrente bancario C/C BANCARIO n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria – Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma. Intestato a: Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 – 00187 Roma.  Coordinate bancarie (codice IBAN) relative sono: IT66 – C010 0503 3820 0000 0218020 CASUALE  24 ORE PER L’ABRUZZO

Conto corrente postale n. 300004 – Intestato a: ” Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 – 00187 Roma” CASUALE 24 ORE PER L’ABRUZZO

 

Riflessioni sul terremoto

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Non è semplice trovare le parole per descrivere un evento drammatico come quello che ha colpito nelle scorse ore la città de L’Aquila e in generale tutto l’Abruzzo. Cosa c’entra però il terremoto con questo blog? Molto, non solo perché la mia esperienza nel mondo non profit (che segna l’inizio della contaminazione) inizia con la Croce Rossa Italiana proprio in seguito ad una maxiemergenza, ma anche perché questo dramma può diventare una vera occasione per dimostrare che le imprese possono avere un ruolo diverso all’interno del contesto sociale rispetto a quello descritto negli ultimi mesi.

Oggi mentre ero in macchina, mi è capitato più volte di sentire professionisti (l’ultimo che ho sentito era un esperto di perforazioni terrestri per la ricerca di acqua non contaminata) che spontaneamente offrivano la loro competenza per superare l’emergenza; immagino che molte persone all’interno delle aziende avessero la stessa voglia e intenzione dei professionisti che hanno telefonato alla radio… perché quindi non agevolare questa condizione?

Molte aziende sicuramente si attiveranno per raccogliere contributi ed inviare prodotti per agevolare il superamento dell’emergenza, tutto questo è fondamentale anzi indispensabili, tuttavia agire solo in questa direzione rappresenta una limitazione rispetto alla possibilità di innescare un vero cambiamento culturale verso la  CSR.

Prendendo esempio dall’esperienza di Katrina, facciamo in modo che le competenze che sono presenti al’interno delle aziende siano finalizzate alla risoluzione di questo drammatico evento. All’interno delle nostre aziende sono presenti competenze, conoscenze, strutture e passioni, tutte utilizzabili per riuscire a velocizzare il ripristino della normalità. Non mi sto riferendo solo a personale tecnico ma anche ad esempio a personale commerciale. Fare CSR significa anche contestualizzare le proprie capacità in funzione di un bisogno emergente coerente con la propria mission.

Perché non creare proprio in questo momento delle vere task forze di esperiti volontari, sostenuti dall’azienda per la quale lavorano da mettere a disposizione del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile? E’ solo uno dei 1000 esempi che si potrebbero fare, la vera innovazione è quella di portare la responsabilità sociale all’esterno, ma anche di agevolare la sensibilità all’interno delle realtà aziendali.

Non perdiamo quest’occasione dimostriamo che si può contribuire non solo con il denaro ma anche con le caratteristiche che ognuno di noi può esprimere all’interno delle organizzazioni per le quali lavora.

Concludo indicando un conto corrente per effettuare donazioni per le persone che oggi si trovano senza più nulla:

Conto corrente bancario C/C BANCARIO n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria – Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma. Intestato a: Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 – 00187 Roma.  Coordinate bancarie (codice IBAN) relative sono: IT66 – C010 0503 3820 0000 0218020 CASUALE 24 ORE PER L’ABRUZZO

Conto corrente postale n. 300004 – Intestato a: ” Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 – 00187 Roma” CASUALE 24 ORE PER L’ABRUZZO

On line la Corporate Responsibility Review 2008 di ANZ

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ANZ è un importante istituto di credito Austrialiano, e in questi giorni ha pubblicato la propria corporate responsibiliy review per l’anno 2008.

La struttura del report consente di individuare facilmente le aree di interesse su cui si focalizzano le azioni di responsabilità sociale. Gli ambiti di intervento sono cinque:           Customers

       Employees

       Community

       Environment

       Governance

Le attività correlate agli obiettivi individuati rientrano in uno standard consolidato, non emergano pratiche innovative o in grado di discostarsi da altre. In atre parole si tratta di un report di buon livello senza particolare eccellenze.

Appare solo un elemento in contrasto con quanto appena affermato, a pagina 5 Michael Smith – Chef Executive Officier di ANZ afferma: “Our first responsibility is to remain profitable for our shareholders and help our business and retail customers adjust to the changing economic conditions. We took action earlier this year to position ANZ for this new environment by increasing capital, strengthening the balance sheet and improving liquidity”, la riflessione che invito a fare è relativa al senso del ruolo che dovrebbe assumere una banca, soprattutto in momenti di crisi. Anteporre gli interessi degli azionisti e solo in seconda battuta parlare di sostegno al credito e al business  dei propri clienti significa avere una visione limitata non solo del concetto di responsabilità sociale ma anche del ruolo istituzionale proprio di una banca anche alla luce dell’attuali crisi finanziaria. In momenti di forti cambiamenti, anche epocali, leggere i report di sostenibilità risulta efficace per comprendere la coerenza delle azioni rispetto ai cambiamenti di scenario, ma anche l’incisività delle azioni stesse. 

Nella sezione CSR Report è possibile scaricare la Corporate Responsibility Review 2008 di ANZ

On line il Sustainable Development Summary Report 2008 di Allianz

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Il nuovo report di sostenibilità di Allianz rappresenta per molti aspetti un punto di riferimento non solo per la struttura chiara e semplice ma soprattutto per i contenuti strategici che Allianz affida alla CSR.

Allian4good è il programma di coinvolgimento delle persone per la definizione degli impatti strategici sul business che la CSR può garantire nei prossimi anni.

Tra gli elementi di eccellenza è doveroso segnalare, la volontà di definire prodotti e servizi assicurazioni adatti a popolazioni in via di sviluppo, collaborando con alcune delle più importanti organizzazioni umanitarie mondiali (in primo luogo con le Nazioni Unite). Mettere a disposizione le proprie competenze al servizio della collettività offrendo la possibilità di ottenere una copertura assicurativa (microinsurance) anche a chi fino ad oggi non ne aveva le possibilità può sicuramente essere considerando un’azione di sostenibilità del business, così come pensare a nuove soluzioni per una popolazione (quella europea ad esempio) che continua ad invecchiare (demographic change). Ciò che emerge in maniera chiara dal report è l’interesse di Allianz a proiettarsi da protagonista nel futuro, affidando grande attenzione al rispetto per l’ambiente, piuttosto che alla centralità delle risorse che collaborano all’interno dell’organizzazione. Emerge in altri termini un vero spirito multinazionale integrato, identificando nella sostenibilità del business una delle chiavi del proprio successo.

Ultima interessante segnalazione riguarda il programma “Ideas to success (i2s)” che ha coinvolto oltre 172.000 persone raccogliendo oltre 6o.000 idee per rendere più competitivo il business di Allianz. Rispetto ad altre compagnie assicurative l’impegno verso la sostenibilità appare sicuramente più marcato e presente. Vi propongo di seguito il messaggio del  Michael Diekmann Chairman of the Board of Management di Allianz presente all’interno del report ricordando che il report integrale è scaricabile nella sezione CSR REPORT:

 

Dear Reader,

Welcome to our 2008 Sustainable Development report which describes our work to build value for our customers, employees, shareholders and the community.

As a global riskmanager operating in 70 countries and servingmore than 80million customers, a sustainable approach is essential for our business. Demographic change, climate change, and the breakdown of social security systems aswell as the opportunities provided by economic development in every region of theworld are affecting our business today andwill do evenmore tomorrow. Providing innovative product solutions that support  our clients inmeeting today’s global challenges is an integral part of our strategy. Looking back, I amproud of howmuch we have achieved. For example, four years ago climate change was a topic left to reinsurers. Today, we support our clients inmeeting the challenges posed by climate change, for example, by empowering themto rebuild their homes according to the highest ecological standards.We also transfer risks to the capitalmarkets as shown by our disaster bonds for flood risks. Further, by 2010 we will have investedmore than €500million in renewable energy. We are also working in developing countries like India, Indonesia and Egypt to providemicroinsurance products that help people andmarkets to develop. In this effort, we cooperate with partners including the UN Development Program, the GTZ, CARE, and PlaNet Finance as well as local organizations.

This business approach has earned Allianz external recognition including being listed by Ethisphere as one of the world’smost ethical companies.We aimat strengthening this leadership role through our new Allianz4Good platformwhich enables our employees to take an active role in furthering our sustainable development strategy.

Themessage is clear – knowledge enables innovation, innovation empowers solutions and solutions drive business. In reading our report, you will gain a clearer picture of how we are part of the solution. For the first time, we have included amateriality assessment in this report, identifying those issues with greatest relevance to our stakeholders and our business. This assessment allows us to further focus our efforts and generate the greatest long-term value for all of us. Please share your comments with us. Your feedback is integral to our success.

 

MAGAZINE

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Nella sezione MAGAZINE è possibile scaricare il documento che riassume tutti i post pubblicati a novembre e dicembre. Prossimamente sarà disponibile sia la versione scritta che la quella video all’interno della quale riassumeremo i principali temi trattati nel bimestre. Rinnovo a tutti voi i migliori auguri di buon anno!!!

On line la sustainability review di Coca-Cola

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La struttura del report appare immediatamente chiara e di facile comprensione, emergono nella parte iniziale uno schema generale delle principali performance suddivise in quattro aree tematiche:

          – workpalce

          – marketplace

          – environment

          – community

l’analisi dei singoli indicatori garantisce di comprendere lo stato di avanzamento delle politiche di CSR, ciò che non emerge in maniera chiara, sono i reali impatti che le politiche di csr hanno sul business e quali interazioni esistono tra i diversi stakeholder coinvolti.

Il sustainabilty report di Coca-Cola ha una funzione prevalentemente comunicativa e poco strategica. Sono poche e di difficile evidenza le azioni che permettono di comprendere quanto le politiche di responsabilità sociale siano integrate nei processi aziendali. Se quindi è vero che è strutturato in maniera semplice e facilmente leggibile, è anche vero che questo report non si distingue da altri, non presenta significativi elementi di innovazione o di eccellenza. 

La sustainability review di Coca-Cola è scaricabile nella sezione CSR Report.

Fabrica ethica: un esempio da imitare

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La Regione Toscanacon il progetto “Fabrica ethica” diventa un esempio da imitare nella diffusione e dell’impegno verso la diffusione di una cultura della responsabilità sociale d’impresa. Spesso si pensa che il ruolo della pubblica amministrazione debba essere limitato se non inesistente nella diffusione della csr, al contrario penso che un contributo diretto ed attivo possa senza dubbio agevolare non solo la conoscenza dell’argomento ma anche la consapevolezza dei possibili impatti strategici che la responsabilità sociale può avere sul business.

Se è vero che le grandi realtà aziendali sono in grado di dotarsi autonomamente degli strumenti necessari per sviluppare proprie politiche di responsabilità sociale, non si può dire lo stesso per le piccole e medie imprese, che approcciano il problema con difficoltà differenti e spesso attraverso strumenti e metodi improvvisati.

L’unico elemento che a mio avviso risulta quasi in contraddizione rispetto ad un progetto di simile portata è l’importanza affidata alla certificazione SA8000. La certificazione sulla responsabilità sociale è uno strumento che può essere utile ma sicuramente non è sufficiente, anzi in alcuni casi risulta, soprattutto per i meno esperti del settore, come un elemento burocratico non utile a far comprendere la natura strategica che la CSR può avere.

L’approccio allo sviluppo della CSR può anche avvenire attraverso una certificazione, ma soprattutto attraverso un percorso in grado di modificare processi e comportamenti orientandoli verso la sostenibilità.

Pur apprezzando i benefici della SA8000 la considero forse la strada più facile e  meno efficace nello sviluppo di prassi responsabili, a maggior ragione se il target di riferimento è quello delle PMI.

Al di là di questa precisazione Fabbrica Ethica rappresenta realmente un punto di riferimento nel settore, a tal fine vorrei segnarvi un video realizzato per stimolare e diffondere lo sviluppo di politiche di responsabilità sociale segnalatomi da Roberto Venturi e commissionato da Fabbrica Ethica.

Buona visione e fatemi sapere cosa ne pensate.

 

MAGAZINE

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Ho deciso di raccogliere in un documento i post pubblicati negli ultimi due mesi. Nella sezione Magazine sarà possibile scaricare con periodicità bimestrale la raccolta dei contenuti pubblicati sul blog. L’idea è quella di consentire anche a chi non frequenta costantemente il blog di poter farsi rapidamente un’idea del significato  di management sostenibile.

Toyota fa la differenza! On line il sustainability report 2008

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Un csr report che fa la differenza! Anche in questo campo Toyota (Europa) è in grado di distinguersi. L’analisi di questo CSR Report voglio condurla in due direzioni, prendendo in considerazione l’impatto comunicativo e la facilità di comprensione degli effetti della CSR da un lato e gli impatti sociali della responsabilità all’interno e all’esterno dell’azienda.

Partirei dall’importanza dell’impatto abientale. E’ scontato per un’azienda automobilistica investire sulle conseguenze delle proprie attività sull’ambiete, ciò che non è affatto scontato anche alla luce delle attuali polemiche sono gli obiettivi che si pone Toyota Europe al’nterno del progetto vision 2020 Toyota. Ancora prima della direttiva europea denominata 20-20-20 (vedi post del 01 ottobre) Toyota si pone autonomamente degli obiettivi relativi all’impatto ambientale cercando di sovrapporre i propri interessi industriali con gli interessi ambientali (come emerge a pagina 6 e 7 del report) affrontando il problema ambientale in maniera proattivo impostando un’adeguata strategia per risolverlo (senza dover essere costretta da condizionamenti esterni e/o legislativi).

Gli altri elementi di distinzione come premesso sono rappresentati dalla sintesi dei principali successi di Toyota Europa attraverso 28 case study suddivisi per aree di interesse/stakeholder, di seguito sintetizzati:

Economic performance:

  • Investment in UK
  • Camry production begins in Russia
  • A new parts centre in the Czech Republic
  • Expanding logistics in Belgium

Envinronmental performance :

  • Toyota iQ: engineering innovations creating an ingenious packaging solution
  • Best practice energy: Toyota Motor Manufacturing Turkey (TMMT) – air leakage reduction
  • Best practice waste: TMMF – 100% waste valorisation target achieved
  • Best practice water: Reducing water usage by 72%
  • Best practice VOC: TPCA replaces solvent-borne cleaning products with water-borne cleaning products
  • New Sagunto Vehicle Logistics Centre
  • Tree-planting event
  • Bumper packaging
  • Carpool project at TPCE
  • ELV network in Romania

Social performance:

  • New TME company car fleet policy
  • Enhanced awareness raising and communication to employees on environment
  • T-TEP and Toyota Academy Advanced Apprenticeship Schemes UK 
  • STOP 6, a good practice example aimed at reducing accidents
  • Group Leader Academy in Poland 
  • TMUK safety award – Ecole du dos
  • Integration of TME purchasing activities
  • Environment: Toyota forest in Bulgaria
  • Environment: Schools for Sustainable Development in UK, Czech Republic and Poland
  • Road safety: Safe Driver project in Poland
  • Road safety: European Red Cross Road Safety and First Aid Campaign
  • Technical education: Rehabilitation through education in the UK
  • Technical education: Supporting young students through technical project competition TMMT (Toyota Motor Manufacturing Turkey)

Oltre a questi elementi di eccellenza è necessario sottolineare un ulteriore aspetto che ancora una volta vuole fare la differenza; Toyota si pone come leader mondiale nell’ambito dell’innovazione, dichiarando quindi che l’innovazione può avvenire solamente attraverso alcuni semplici passaggi:

  • Il rispetto e la valorizzazione del personale che lavora per l’azienda ed
  • il rispetto per il sistema che circonda l’azienda.

A pagina 61 del report è possibile trovare la descrizione dell’applicazione del modello csr in funzione dello sviluppo dell’innovazione di Toyota Europe.

A differenza di molte altre impresa sembra che Toyota sviluppi azioni di CSR sempre più integrate con i propri processi organizzativi affidandole un ruolo di primaria importanza.

Centrimark: competitività e sostenibilità

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Ancora una volta confermo quello che ho già pubblicato alcune settimane fa circa la necessità di rendere patrimonio dell’organizzazione le politiche di corporate social responsibility evitando che diventino esclusivamente attività decise dai vertici e condivise solo in parte e/o forzatamente dalle persone che compongono le organizzazioni.

Una recente ricerca condotta da Centrimark dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dimostra quanto i temi della competitività e soprattutto della sostenibilità siano centrali rispetto alle decisioni assunte dai top manager, tuttavia non si spiega come mai tale centralità  non si riesca a tradurre in azioni concrete con ricadute reali su tutti gli stakeholder dell’organizzazione.  

 La sostenibilità è considerata prioritaria nella comunicazione ma non sempre nelle azioni sviluppate a sostegno di un business responsabile.

Allego di seguito un interessante articolo di Francesca Sottilaro pubblicato su Italia Oggi, che commenta la ricerca di Centrimark

 

Sostenibilità, decide solo il capo – Di Francesca Sottilaro

Dietro ai grandi gruppi che sposano politiche verdi o scelte sostenibili il tuttofare in tema di sostenibilità è il top management: sposa la causa perché l’azienda sia più competitiva sul mercato, crede che sia utile per migliorare performance economiche e rinforzare l’immagine aziendale sul territorio. Ma, a sorpresa, assume ancora un ruolo da osservatore nei confronti della sostenibilità pur tenendo gelosamente per se la materia e coinvolgendo poco, rispetto al dovuto, gli uffici di marketing.

Questa, in sintesi, la lettura dell’indagine svolta da Centrimark su Competitività e sviluppo sostenibile per il convegno in corso a Milano della Società italiana marketing. CEO IN TESTA. Per il 70,8% delle imprese l’attenzione alla sostenibilità è cresciuta a tal punto da far sentire il suo peso sulle scelte manageriali. Nell’87,3% delle aziende il top management è coinvolto in prima linea nelle decisioni relative allo sviluppo sostenibile.”In gioco vi è la sfida delle aziende del futuro”, spiega Renato Fiocca, ordinario di marketing all’Università Cattolica di Milano e direttore di Centrimark, “Oggi le discussioni in atto, con un occhio alle normative, mettono in evidenza limiti e sviluppo. In questo senso i manager hanno una grande responsabilità”. Nei confronti di politiche sensibili ai temi di ambiente o etica i vertici delle realtà italiane risultano infatti in una fase di responsabilizzazione a distanza. Partendo da tre cluster, Centrimark ha classificato il 37% dei manager come “osservatori” (soprattutto in aziende business to consumer), il 35% nella categoria dei “perplessi” (e lavorano spesso nel btob) e solo il 28% sono stati identificati come veri “supporter” di una politica di sensibilizzazione e appartengono di solito a realtà all’avanguardia. POLITICHE SÌ, ATTENZIONE AI PREZZI PURE. Le maggiori determinanti nell’attuazione di strategie orientate alla sostenibilità sono riconducibili alle politiche d’impresa (51%) tallonate, e spesso inscindibili dalla ricerca di una maggiore competitività sul versante dei costi (soprattutto in ambito energetico, 30,9%). Seguono in termini di importanza, lo sviluppo di nuovi prodotti e di più validi processi produttivi (27,9%) e il desiderio di differenziare la propria offerta (26,5%). L’attenzione ai prezzi è molto forte. Per oltre il 50% dei manager intervistati, infatti, i consumatori non sono disposti a pagare più del 3% del prezzo per politiche sostenibili e l’interesse in progetti simili non è sempre scontato. Scatta così per il cliente ogni misura necessaria quando si investe in etica: il 63,3% rafforza l’assistenza dopo vendita; il 54,4% delle aziende punta sulla chiarezza delle informazioni; il 49,8% interagisce; il 46,6% investe su politiche di prezzo trasparenti.MARKETING ALL’ANGOLO. Esiste tuttavia, secondo l’indagine Centrimark, un differenziale ancora importante tra intenzioni, decisioni ed effettivi comportamenti dei manager quando si parla di politiche sostenibili. “Le intenzioni dichiarate sono spesso ottime; le decisioni e, soprattutto, i comportamenti quotidiani risentono ancora di priorità diverse, che non sempre pongono la sostenibilità ai primi posti”, racconta lo studio. Il 52% degli intervistati ha difficoltà a individuare benefici; il 49,1% lamenta una carenza dei fondi; il 32,7% non trova ci sia riconoscimento sul mercato. A decidere sono sempre i vertici (87,3%). L’ufficio marketing ha voce in capitolo solo nel 41,7% dei casi e il controllo qualità nel 35,8% dei casi. Senza parlare del Reparto ricerca e sviluppo che pesa solo per il 4,9% nelle aree a presidio della sostenibilità.”C’è ancora molto da dire e fare”, dice Fiocca, “la sostenibilità non ha un plafond, è un argomento senza fondo”.