Shared Value Living Lab: un progetto evoluto di contaminazione

Postato il Aggiornato il

shared value

E’ partito nei giorni scorsi Shared Value Living Lab, un progetto nato per creare nuove collaborazioni tra Università, Imprese e territorio con l’obiettivo di formare studenti in grado di acquisire professionalità nel mondo della sostenibilità d’impresa.

L’aspetto più interessante di questo progetto realizzato dal Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino, in collaborazione con la Fondazione CRT è rappresentato dall’applicazione pratica dei contenuti teorici legati alla sostenibilità ed al rapporto con il business. Gli studenti infatti avranno modo di partecipare a sessioni di lavoro all’interno delle imprese partner per ragionare su problematiche reale legate alla sostenibilità [per sostenibilità intendo, global inclusion, rendicontazione sociale, stakeholder engagement, etica nel business, social innovation…] Leggi il seguito di questo post »

Quando i nobili rubinetti fanno acqua da tutte le parti.

Postato il Aggiornato il

rubinetto

Sempre più spesso assistiamo a livello globale ad un’intensificazione dei legami esistenti tra la reputazione, la responsabilità sociale, la sostenibilità e l’inclusione, elementi che diventano strategici se visti congiuntamente e integralmente.

Questo mix di elementi consente all’impresa di essere monitorata, apprezzata e valorizzata da tutti gli stakeholders; la coerenza tra le azioni diventa la leva strategica per generare valore economico e sociale attraverso la costruzione di una cultura aziendale fondata sull’apprezzamento delle differenze, sull’inclusione,  sulla sostenibilità del business e su un forte coinvolgimento di tutti in particolar modo dei dipendenti.

Leggendo le cronache di questi giorni rimango sorpreso della leggerezza di certe azioni avviate da chi si definisce leader di mercato. Il caso è quello della rubinetteria Nobili dove lo stesso proprietario Alberto Nobili  ha voluto celebrare pubblicamente i maggiori assenteisti. L’antivigilia di Natale ha organizzato questo evento all’interno dello stabilimento consegnando il premio come maggiori assenteisti a tre colleghi, senza tuttavia contemplare i motivi o pensare alle retro azioni di tale comportamento.

Se l’intenzione di contrastare l’assenteismo è del tutto legittima, il percorso che si è deciso di affrontare è del tutto insensato e superficiale.

Non si tratta solo di un giudizio soggettivo, penso che oggettivamente sia stato un errore a causa delle controazioni che si innescheranno da oggi in poi. E’ possibile che da qui ad un anno i dati relativi all’assenteismo migliorino, non per questo i problemi o la produttività di questa azienda saranno risolti, anzi.

Umiliare pubblicamente i propri collaboratori genera senza dubbio una maggiore coesione nei confronti dei più deboli, passando in secondo piano l’analisi circa la causa giusta o sbagliata dell’assenza.

Maggiore coesione verso il basso significa creare una cultura aziendale di contrapposizione, non di coesione e non di inclusione, dove la logica dell’uno contro l’altro, del io vinco e tu perdi, diventa una regola diffusa.

Si tratta di ottimo caso di miopia manageriale in cui si utilizza il poter gerarchico per condizionare i comportamento della massa, scordandosi che il ruolo manageriale è quello di far crescere a qualunque livello il senso di appartenenza e soprattutto di responsabilità.

I più vicini al pensiero dell’imprenditore, staranno pensando alla scarsità di strumenti a disposizione per ostacolare l’assenteismo, perdendo tuttavia di vista il fatto che tale fenomeno non può essere contrastato solo con le norme, ma attraverso una maggiore apertura e collaborazione tra chi contribuisce ogni giorno al successo dell’azienda.

In altri termini si vince l’assenteismo facendo in modo che i primi sponsor dell’azienda, le prime sentinelle siano le persone che sentono propria l’azienda e che ogni giorno parlano con gli assenti siano in grado di far comprendere le conseguenze negative della loro azione.

Voi investireste in un’azienda che ha un comportamento discriminatorio nei confronti dei propri dipendenti? Non si tratta solo di un problema di esclusione, ma di sostanza. Come sarà il clima aziendale in Nobili dopo lo spettacolo offerto dal Sig. Alberto? Quale sarà la propensione al sacrificio, l’attenzione ai dettagli, l’imprenditorialità, il senso di responsabilità diffuso tra i dipendenti? I grandi clienti dell’azienda saranno soddisfatti di avere un fornitore come le rubinetterie Nobili? Sono tutti quesiti che direttamente o indirettamente peseranno sul futuro dell’azienda, ciò che stupisce è il fatto che un manager non le abbia considerate a pieno prima di organizzare un triste spettacolo come quello andato alle cronache nelle scorse settimane.

Allego di seguito l’articolo di Marcello Giordani apparso su La Stampa del 31/01/2016

 

 

 

 

 

 

 

Quando il management parla anche al cliente: l’esempio Conad

Postato il Aggiornato il

conad democraziaConad ha trovato una strada alternativa per comunicare; immagino che molti di noi abbiano avuto questo primo pensiero leggendo la nuova campagna di Conad pubblicata a tutta pagina sui principali quotidiani italiani.

La campagna parte dal concetto di democrazia (oltre pay-off più noto “Persone oltre alle cose”), per estendersi a quello di comprensione/consapevolezza ed infine quello di libertà come meglio riportato nelle immagini presenti in questo post.

Come ho provato a fare per altri esempi di comunicazione, anche per Conad ho provato ad interpretare le possibili retroazioni di questo tipo di comunicazione vista con gli occhi di chi lavora all’interno della catena di supermercati. Leggi il seguito di questo post »

Un esercizio di contaminazione: Convegno Di.Ma sabato 26 settembre

Postato il Aggiornato il

dima

Sabato 26 settembre ore 09.00 presso il Museo Etnografico “C’era una volta” ad Alessandria parteciperò ad una giornata di studio sull’evoluzione della Protezione Civile. Anche questa, volta pur indossando il cappello di Emergency Manager, non scorterò di sottolineare il fondamentale ruolo della contaminazione di esperienze, saperi, competenze e ruoli, sia in ambito profit che non profit. Il mio intervento prenderà in considerazione la necessità di pianificare lo sviluppo delle competenze all’interno delle organizzazioni di protezione civile. In altri termini cercherò di evidenziare il legame esistente tra una lo sviluppo delle competenze interne e le ricadute sulle attività di protezione civile intese soprattutto come impatto sulla cultura della protezione civile. Cliccando qui troverete il programma della giornata studio organizzata dall’Associazione Nazionale Disaster Manager del Piemonte; l’ingresso è libero.

Qui troverete tutti gli interventi della giornata di studio andati in streaming sul sito del quotidiano La Stampa, grazie al contributo di Massismo Putzu.

https://www.streamera.tv/movie/110432/mobile-2015-09-26-12-15-15/

 

Il sindacato non conosce Cipolla ed incrementa il rischio reputazionale: il caso Ikea

Postato il

pessimaikkea

Questo secondo post dedicato al caso Ikea prende in considerazione il punto di vista del sindacato ed in particolare dei lavoratori che condividono le azioni del sindacato.

Quando parlo di Cipolla mi riferisco a Carlo Cipolla storico dell’economia, famoso non solo per aver scritto moltissimi testi di riferimento sulla storia dell’economia medioevale, ma anche per aver scritto un saggio sulla  stupidità, dove affronta il tema degli stupidi con un approccio scientifico. Nel saggio  The Basic Laws of Human Stupidity, (Le leggi fondamentali della stupidità umana, in Italia contenute nel libro “Allegro ma non troppo” edito da Il Mulino) Cipolla descrive gli stupidi come coloro che pur di generare uno svantaggio per altri, arrecano uno svantaggio anche a loro stessi. Se proviamo a rileggere la campagna sindacale lanciata in occasione dello sciopero Ikea potrebbe apparire normale definire stupido l’atteggiamento del sindacato a discapito dei lavoratori. Leggi il seguito di questo post »

Cortocircuito Ikea

Postato il Aggiornato il

ikea

Questo è un primo post di due dedicati alla vicenda Ikea relativa al mancato accordo con i sindacati per il  rinnovo del contratto integrativo di lavoro.

Lascio alle cronache la narrazione della vicenda che sintetizzo, forse velocemente, nella difficoltà di trovare un accordo tra Ikea e le rappresentanze sindacali; le difficoltà sono dovute a due fattori principali, il prima si indentifica nella decisione dell’azienda di passare sotto Federdistribuzione cambiando di fatto l’ambito contrattuale di riferimento, il secondo nella crisi che nonostante tutto, ha colpito anche Ikea portandosi dietro la necessità di modifiche a condizioni contrattuali e salariali ritenute (sempre da Ikea) non più sostenibili. Leggi il seguito di questo post »

La retroattività del rischio reputazionale: il caso Gilera Runner

Postato il

runner

Mi scuso con tutti per il lungo periodo di assenza, ma nei due mesi appena trascorsi, i molti impegni professionali e di ricerca mi hanno portato a ripensare alla forma di questo blog immaginando alcune possibili evoluzioni di questo importante strumento che grazie a tutti voi continua a crescere. Grazie a tutti per le mail che mi avete inviato in privato.

 

ll caso Gilera Runner rappresenta un esempio di possibile retroattività di rischio reputazionale. Per chi non fosse a conoscenza della storia, la ricordo brevemente, nel 2010 Altroconsumo sostiene la pericolosità di Gilera Runner , ed in particolare della posizione del serbatoio, ritenuto pericoloso in caso di incendio. Leggi il seguito di questo post »

Italiana Assicurazioni per Dynamo Camp: un esempio di azione di CSR di secondo livello

Postato il

poster 2

Segnalo un’interessante iniziativa di secondo livello di CSR. Italiana Assicurazioni ha deciso di abbinare la vendita di un nuovo prodotto vita al sostegno delle iniziative di Dynamo Camp, costruendo anche una comunicazione specifica per presentare l’iniziativa. A differenza di altre iniziative simili, ad esempio il famoso anello di Bulgari per Save the Children realizzato in cobranding; la riflessione sull’azione di Italiana Assicurazioni merita un’attenzione differente.

Si tratta come anticipato di un’iniziativa di secondo livello avanzato, ovvero potrebbe avvicinarsi a soddisfare contestualmente più stakeholder.

La differenza tra questa ed altre iniziative si manifesta in primo luogo nel processo di vendita. La vendita di una polizza assicurativa vita è basata su un processo relazionale evoluto; in quel momento l’agente che si trova a proporre il prodotto oggetto dell’iniziativa è costretto a conoscere Dynamo e le sue iniziative diventando ambasciatore temporaneo di Dynamo e indirettamente della CSR di Italiana Assicurazioni. Leggi il seguito di questo post »

Quando l’inclusione genera innovazione: Microsoft assume lavoratori affetti da autismo.

Postato il

Autismo-GiornataUn passo importante all’interno del perimetro della global inclusion è stato fatto proprio in questi giorni da Microsoft che ha deciso di avviare un programma di inclusione per lavoratori affetti da autismo.

La notizia di per sé rappresenta un traguardo, la trasformazione di un vincolo in opportunità; come si legge dal blog di Microsoft, sostengo in principio della forza della diversità come valore aggiunto, come elemento in  grado di accelerare i processi innovativi, tuttavia dietro questo traguardo esiste un’ulteriore chiave di lettura che potrebbe raffreddare l’entusiasmo.

Il motivo per cui Microsoft si avvicina la mondo dell’autismo è soprattutto (non è l’unico motivo ma certo ha un peso rilevante) è senza dubbio la spinta fornita da Mary Ellen Smith vice presidente di Microsoft e madre di un figlio di 19 anni affetto da autismo.

Come per le iniziative di CSR di primo livello, questa attività di inclusione è comunque in grado di generare valore sociale e collettivo, tuttavia rappresenta un esempio di inclusione di primo livello, ovvero un’azione mirata a favorire l’inserimento e il coinvolgimento di persone “diverse” ma non ancora un esempio di progetto integrato di inclusione, almeno per il momento. Leggi il seguito di questo post »

Competitività sociale e solidale come momento di crescita

Postato il

competitività sociale

La discussione di questi giorni di estendere il 5 per mille anche agli istituti scolastici, ha suscitato reazioni differenti nel mondo  del terzo settore. Anche il non profit si dimostra corporativo e protezionista e questo sicuramente non è un dato di cui essere orgogliosi.

Anche in questo settore, così come per i settori profit, ogni volta che si incrementa la concorrenza si generano reazioni di protezione spesso ingiustificate. L’aggravante rispetto a questo episodio è rappresentato dal fatto che gli spazi di crescita ci sono per tutti i soggetti anche per gli istituti scolastici.

La tesi che sta dietro la reazione del mondo non profit immagino sia sintetizzabile nel considerare i genitori dei figli che frequentano gli istituti che aderiranno al 5 per mille potenziali donatori sottratti alla donazione tradizionale nel mondo non profit. Leggi il seguito di questo post »