Azienda-territorio un legame necessario
l legame tra un’azienda e il suo territorio di riferimento sembra aver perso di significato pensando all’ottica internazionale che molte realtà aziendali hanno e stanno assumendo.
In realtà sia che si tratti di un impresa locale o internazionale esiste un legame che non può non essere considerato tra il territorio in cui nasce l’impresa e l’impresa stessa.
Negli scorsi giorni ho avuto modo di leggere il discorso che Ariano Olivetti fece ai lavoratori del nuovo stabilimento di Pozzuoli, al momento dell’inaugurazione. Siamo nel 1955, quindi oltre 55 anni fa, eppure l’attualità del discorso è affascinante e soprattutto molto condivisibile.
In sintesi, leggendo tra le righe del discorso, (con il senno di poi), emerge una chiara visione di ciò che era necessario e non accessorio per riuscire a far diventare uno stabilimento di eccellenza nato in un territorio non propriamente semplice dal punto di vista dello sviluppo industriale. Leggi il seguito di questo post »
Venditori di “Gratta e Vinci”
Qualche mese fa un’impiegata delle Poste di Taranto ha posto una questione su cui vale la pena riflettere; si è rifiutata di vendere il “Gratta e vinci” allo sportello, ha giudicato immorale venderli. La questione sottoposta dalla signora più che mai attuale e merita quindi un’adeguata riflessione.
Esiste un limite oltre il quale il venditore non può andare? (Rimanendo all’interno del perimetro della legalità). Questo limite che è senza dubbio soggettivo può impattare sulle perfomance commerciali dell’azienda? Esiste un ruolo dell’azienda per affrontare questa situazione?
Prima di rispondere occorre conoscere lo scenario non tanto di Poste Italiane, quanto di molte realtà commerciali che in questi anni si sono trovate a non avere più un preciso perimetro di azione. Leggi il seguito di questo post »
McLavoro?
Si è recentemente conclusa una campagna pubblicitaria che ha suscitato discussioni anche in ambienti che solitamente non si occupano di lavoro e di management in generale; mi riferisco allo spot di McDonald’s.
La riflessione che vorrei condividere con voi riguarda l’impatto che questa particolare forma di pubblicità può generare all’esterno, ma soprattutto all’interno.
Un analogo ragionamento lo avevamo già fatto rispetto ad altri due casi del passato; Fiat, quando usci lo spot della nuova Panda, ed Esselunga in occasione del cortometraggio “Il mago di Esselunga”.
Uno spot come quello di McDonald’s ha quindi un duplice effetto, creare un senso di appartenenza forte rispetto chi già lavora in un ristorante della catena, ma anche comunicare ed attrarre potenziali candidati, posizionandosi in maniera diversa ad altre aziende. Leggi il seguito di questo post »
Il Salto
Oggi vi parlo di un libro che ho trovato semplice ed interessante, si tratta dell’ultima fatica di Lynda Gratton: Il Salto.
Il sottotitolo del libro edito da il Saggiatore cita: Reinventarsi un lavoro al tempo della crisi.
La tesi assunta da Gratton parte da un’attenta analisi del contesto sociale, economico ed imprenditoriale, definendo quelli che dal suo punto di vista sono le cinque forse che modificheranno il nostro futuro. A fronte delle cinque forze che lascio a voi scoprire, cambia passo e prova a riflettere sulla condizione di lavoro attuale e contestualizzata rispetto alle 5 forze di cambiamento. Ne esce una riflessione circa le nuove forme che potrebbe assumere il lavoro, dove se da un lato potrebbe cresce la destabilizzazione del lavoro, dall’altro può esserci una maggiore risposta in termini di creatività, adattabilità e soddisfazione per chi oggi, domani approccerà il mondo del lavoro. Leggi il seguito di questo post »
Cambio lavoro?
Inizia un nuovo anno, ed in molti hanno come obiettivo quello di cambiare lavoro. In questi giorni di pausa natalizia mi è capitato di incontrare parecchie persone che si sono lamentate non solo per la situazione di contesto sempre più critica per certi versi, ma per la qualità del lavoro che stanno vivendo.
I principali motivi di insoddisfazione, non sono come qualcuno potrebbe credere correlati al livello retributivo, ma a ben più complesse situazione, prima tra tutte, soprattutto tra i giovani, la mancanza corrispondenza tra il lavoro desiderato (spesso coincidente con gli studi effettuati) ed il lavoro concretamente svolto. A seguire tra le cause, la mancanza di soddisfazione rispetto a ciò che si svolge e per ultimo la difficoltà di intravedere sbocchi professionali adeguati. Leggi il seguito di questo post »
La decrescita manageriale felice
Un capo che non è più capo ma continua ad operare nella stesa struttura, un leader che non ha più responsabilità operative ma continua ad operare nella stessa struttura rappresentano due scenari possibili all’interno delle moderne organizzazioni aziendali?
Si in entrambi i casi. Il concetto di decrescita manageriale felice, si riassume infatti in quelle poche righe; il ruolo del manager in un’era di reale discontinuità presenta degli elementi differenti rispetto al passato. Se in passato la decrescita nel ruolo e nelle responsabilità poteva rappresentare ed essere considerata una pre cacciata dall’organizzazione, oggi può apparire in maniera differente. Leggi il seguito di questo post »
Un piacevole ripasso…per guardare avanti
Qualcuno potrebbe pensare al conflitto di interessi… in realtà la Guda del Sole 24 ore ai classici del management scritto da Alessandro Cravera, rappresenta un piacevole ripasso rispeto a temi manageriali magari conosciuti, ma allo stesso tempo permette di riflettere sull’era della complessità.
Molte dei cambiamenti di contesto che stiamo vivendo oggi molto rapidmente, spingono ad essere “classiche” anche teorie manageriali molto recenti. Il libro aiuta a comprendere i cambiamenti e allo stesso tempo ad assumere una visione più complessa dello scenario competitivo in cui operano le aziende.
Inutile dire che lo consiglio non solo agli appassionati di management, ma anche a chi si sta avvcinando con curiosità a questi temi, studenti compresi! Leggi il seguito di questo post »
Italia Loves Emilia: CSR di secondo livello per SKY
Questa sera ogni abbonato SKY avrà l’opportunità di fare una buona azione grazie ad un’importate iniziativa di Corporate Social Responsibility. Con soli 10 euro, è possibile acquistare un biglietto “virtuale” per il concerto”Italia loves Emilia” organizzato in favore delle popolazioni emiliane colpite dal terremoto (canale SKY Primafila 351), anche se non siete appassionati di musica, o non siete in casa questa sera, non importa, acquistate il biglietto (tra l‘altro il concerto è visionabile fino a domenica 30 settembre).
L’iniziativa di SKY rientra in quella che qualche mese ho definito azione di responsabilità di secondo livello, ovvero un’azione che prende vita sfruttando le stesse infrastrutture aziendali che solitamente vengono utilizzate per generare business. Leggi il seguito di questo post »
Il coworking come strumento di sviluppo del non profit
Come anticipato nel precedente post, ecco la seconda riflessione relativa all’interpretazione di coworking n occasione della mia partecipazione a “Espresso Coworking”, questa volta dedicata al mondo non profit.
Per qualcuno potrebbe essere una risposta scontata ma all’interno di un’organizzazione non profit, si sviluppano azioni di coworking? La risposta dovrebbe essere affermativa, tuttavia accade che all’interno di quello che potrebbe essere definito un perfetto incubatore di idee, di stimoli, di motivazioni, non si riesca a sviluppare un’azione integrata e continuativa di coworking. Leggi il seguito di questo post »
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