Management sostenibile

Quando i nobili rubinetti fanno acqua da tutte le parti.

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rubinetto

Sempre più spesso assistiamo a livello globale ad un’intensificazione dei legami esistenti tra la reputazione, la responsabilità sociale, la sostenibilità e l’inclusione, elementi che diventano strategici se visti congiuntamente e integralmente.

Questo mix di elementi consente all’impresa di essere monitorata, apprezzata e valorizzata da tutti gli stakeholders; la coerenza tra le azioni diventa la leva strategica per generare valore economico e sociale attraverso la costruzione di una cultura aziendale fondata sull’apprezzamento delle differenze, sull’inclusione,  sulla sostenibilità del business e su un forte coinvolgimento di tutti in particolar modo dei dipendenti.

Leggendo le cronache di questi giorni rimango sorpreso della leggerezza di certe azioni avviate da chi si definisce leader di mercato. Il caso è quello della rubinetteria Nobili dove lo stesso proprietario Alberto Nobili  ha voluto celebrare pubblicamente i maggiori assenteisti. L’antivigilia di Natale ha organizzato questo evento all’interno dello stabilimento consegnando il premio come maggiori assenteisti a tre colleghi, senza tuttavia contemplare i motivi o pensare alle retro azioni di tale comportamento.

Se l’intenzione di contrastare l’assenteismo è del tutto legittima, il percorso che si è deciso di affrontare è del tutto insensato e superficiale.

Non si tratta solo di un giudizio soggettivo, penso che oggettivamente sia stato un errore a causa delle controazioni che si innescheranno da oggi in poi. E’ possibile che da qui ad un anno i dati relativi all’assenteismo migliorino, non per questo i problemi o la produttività di questa azienda saranno risolti, anzi.

Umiliare pubblicamente i propri collaboratori genera senza dubbio una maggiore coesione nei confronti dei più deboli, passando in secondo piano l’analisi circa la causa giusta o sbagliata dell’assenza.

Maggiore coesione verso il basso significa creare una cultura aziendale di contrapposizione, non di coesione e non di inclusione, dove la logica dell’uno contro l’altro, del io vinco e tu perdi, diventa una regola diffusa.

Si tratta di ottimo caso di miopia manageriale in cui si utilizza il poter gerarchico per condizionare i comportamento della massa, scordandosi che il ruolo manageriale è quello di far crescere a qualunque livello il senso di appartenenza e soprattutto di responsabilità.

I più vicini al pensiero dell’imprenditore, staranno pensando alla scarsità di strumenti a disposizione per ostacolare l’assenteismo, perdendo tuttavia di vista il fatto che tale fenomeno non può essere contrastato solo con le norme, ma attraverso una maggiore apertura e collaborazione tra chi contribuisce ogni giorno al successo dell’azienda.

In altri termini si vince l’assenteismo facendo in modo che i primi sponsor dell’azienda, le prime sentinelle siano le persone che sentono propria l’azienda e che ogni giorno parlano con gli assenti siano in grado di far comprendere le conseguenze negative della loro azione.

Voi investireste in un’azienda che ha un comportamento discriminatorio nei confronti dei propri dipendenti? Non si tratta solo di un problema di esclusione, ma di sostanza. Come sarà il clima aziendale in Nobili dopo lo spettacolo offerto dal Sig. Alberto? Quale sarà la propensione al sacrificio, l’attenzione ai dettagli, l’imprenditorialità, il senso di responsabilità diffuso tra i dipendenti? I grandi clienti dell’azienda saranno soddisfatti di avere un fornitore come le rubinetterie Nobili? Sono tutti quesiti che direttamente o indirettamente peseranno sul futuro dell’azienda, ciò che stupisce è il fatto che un manager non le abbia considerate a pieno prima di organizzare un triste spettacolo come quello andato alle cronache nelle scorse settimane.

Allego di seguito l’articolo di Marcello Giordani apparso su La Stampa del 31/01/2016

 

 

 

 

 

 

 

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Quando il management parla anche al cliente: l’esempio Conad

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conad democraziaConad ha trovato una strada alternativa per comunicare; immagino che molti di noi abbiano avuto questo primo pensiero leggendo la nuova campagna di Conad pubblicata a tutta pagina sui principali quotidiani italiani.

La campagna parte dal concetto di democrazia (oltre pay-off più noto “Persone oltre alle cose”), per estendersi a quello di comprensione/consapevolezza ed infine quello di libertà come meglio riportato nelle immagini presenti in questo post.

Come ho provato a fare per altri esempi di comunicazione, anche per Conad ho provato ad interpretare le possibili retroazioni di questo tipo di comunicazione vista con gli occhi di chi lavora all’interno della catena di supermercati. Leggi il seguito di questo post »

Il sindacato non conosce Cipolla ed incrementa il rischio reputazionale: il caso Ikea

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Questo secondo post dedicato al caso Ikea prende in considerazione il punto di vista del sindacato ed in particolare dei lavoratori che condividono le azioni del sindacato.

Quando parlo di Cipolla mi riferisco a Carlo Cipolla storico dell’economia, famoso non solo per aver scritto moltissimi testi di riferimento sulla storia dell’economia medioevale, ma anche per aver scritto un saggio sulla  stupidità, dove affronta il tema degli stupidi con un approccio scientifico. Nel saggio  The Basic Laws of Human Stupidity, (Le leggi fondamentali della stupidità umana, in Italia contenute nel libro “Allegro ma non troppo” edito da Il Mulino) Cipolla descrive gli stupidi come coloro che pur di generare uno svantaggio per altri, arrecano uno svantaggio anche a loro stessi. Se proviamo a rileggere la campagna sindacale lanciata in occasione dello sciopero Ikea potrebbe apparire normale definire stupido l’atteggiamento del sindacato a discapito dei lavoratori. Leggi il seguito di questo post »

Braccialetti vibranti OBI: perché sono un errore!

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Quando l’orientamento al cliente viene interpretato forzatamente emergono soluzioni come quella utilizzata dal management OBI.

Si tratta di una superclassica ipersoluzione che come al solito ha più controindicazioni che benefici. Ogni volta che il management di un’azienda avvia un’azione che impatta sulle persone dovrebbe essere più attenta a considerare le retroazioni. Proviamo a considerare la situazione da un punto di vista differente. Leggi il seguito di questo post »

“Non si può fare!”. Siamo sicuri? Il management sostenibile deve osare e proporre scenari inimmaginabili

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si può fare

Quante volte sentiamo pronunciare questa frase all’interno delle organizzazioni? La risposta è  direttamente proporzionale alla resistenza al cambiamento e alla propensione di non innovare. Molti dei modelli che continuiamo a trovare all’interno delle imprese sono la replica e/o il maquillage di modelli pensati in epoche diverse, per persone diverse, per mercati e clienti differenti.

E’ quindi giunto il momento di ripensare al nuovo management? Ad una management revolution come titolava nel 1991 Tom Peters in Thriving on Chaos: Handbook for a Management Revolution? Rispondere affermativamente significherebbe entrare in un paradigma di pensiero, la volontà di questo post è quello di uscire dal modo di pensare aziendale, tutto basato su efficacia ed efficienza (ovviamente relativa) ed immaginare l’azienda come una comunità, all’interno della quale gli stakeholder hanno pari dignità. Leggi il seguito di questo post »

Il lavoro al bivio e un diverso ruolo delle imprese.

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Siamo giunti in un momento in cui potrebbe essere utile ripensare al significato di lavoro all’interno di un’azienda. Una riflessione per certi versi già avviata da alcuni anni senza avere al momento trovato entusiasmo o innovazione.

La necessità di ripensare al concetto di lavoro è accelerato dalla situazione di contesto che vede la disoccupazione giovanile a livelli mai visti, e allo stesso tempo vede aziende in difficoltà a gestire i nuovi ingressi. Leggi il seguito di questo post »

Newton all’interno del Rapporto di sostenibilità 2013 di Intesa San Paolo

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rapporto sostenibilà 2013 intesa

Quando la formazione diventa un’azione di CSR, potrebbe essere questo il caso del progetto che stiamo sviluppando per Intesa San Paolo Vita, che ha già visto coinvolte oltre 150 persone e che si è meritato la citazione all’interno del report di sostenibilità del Gruppo Intesa San Paolo.

Non nascondo una certa soddisfazione per aver costruito insieme ai colleghi della formazione manageriale di Intesa San Paolo e dell’unità CSR questo progetto formativo: “ che fa della condivisione dei valori aziendali i pilastri per l’integrazione di culture e mestieri. L’iniziativa si svolge attraverso i racconti dei partecipanti che, in una logica coerente con il Codice Etico, valorizzano le loro esperienze e “allenano” la capacità di adottare una “visione multi stakeholder”nelle situazioni personali e professionali.” Tratto da pag 63 del rapporto di sostenibilità 2013 di Banca Intesa San Paolo.

Leggendo questo risultato in un’altra ottica, posso affermare che Newton ha sviluppato un’iniziativa di CSR di terzo livello, riuscendo quindi a fondere il proprio core business in un’iniziativa di CSR per un proprio cliente. Si tratta di un risultato che può apparire anche banale, ma banale non è. Leggi il seguito di questo post »