management
Il lavoro al bivio e un diverso ruolo delle imprese.
Siamo giunti in un momento in cui potrebbe essere utile ripensare al significato di lavoro all’interno di un’azienda. Una riflessione per certi versi già avviata da alcuni anni senza avere al momento trovato entusiasmo o innovazione.
La necessità di ripensare al concetto di lavoro è accelerato dalla situazione di contesto che vede la disoccupazione giovanile a livelli mai visti, e allo stesso tempo vede aziende in difficoltà a gestire i nuovi ingressi. Leggi il seguito di questo post »
Pittarosso Pink Parade verso il terzo livello di CSR
L’iniziativa di Piattarosso a sostegno della Fondazione Umberto Veronesi, si inserisce tra le iniziative di secondo livello di CSR, ovvero quelle iniziative che generano valore per uno o più stakeholder attraverso la messa a disposizione delle strutture aziendali ma non rientrante nel core business dell’azienda (queste sarebbero azioni di terzo livello).Come anticipato nel titolo di questo post l’iniziativa Pink Parade si pone tra il secondo e il terzo livello per il modo con cui mi è stata proposta. Leggi il seguito di questo post »
Cambiare verso: aumentare gli stipendi agli statali
Non vorrei creare entusiasmo o essere considerato un rivoluzionario, al contrario questo titolo vuole affrontare un tema attuale quanto necessario relativo alla riforma anche manageriale della pubblica amministrazione.
Il problema relativo al blocco degli stipendi della pubblica amministrazione, non è una soluzione ne tanto meno una reale riforma, si tratta di mantenere uno status quo senza causare troppi danni.
La vera riforma è trasformare la pubblica amministrazione introducendo semplici meccanismi estremamente collaudati in altri settori, primo tra tutti quello profit. Leggi il seguito di questo post »
Il sindacato è ancora uno stakeholder per le imprese?
E’ sempre più difficile considerare l’attuale movimento sindacale come uno stakeholder per le imprese e per i lavoratori. L’intervista del Ministro Marianna Madia pubblicata su La Stampa di domenica 15 giugno rappresenta forse la miglior risposta al mio quesito.
La Ministra intervistata sulla riforma della PA alla domanda “con i sindacati com’è il rapporto?” risponde in maniera chiara che rende l’idea di quanto sia inadeguato il sindacato a ripensare al suo ruolo nel rispetto del lavoro e dei lavoratori (sia pubblici che privati). Riporto testualmente la risposta della Ministra intervista da Francesca Schianchi :”I sindacati fanno opposizione al metodo: io ho inviato loro un testo di 11 pagine con i principi su cui ci muoviamo, mentre loro vorrebbero concertare ogni comma di ciò che si approva….” Sono sufficienti queste due frasi per aver una visione ben chiara del sindacatore ancora una volta si muove su una “posizione” e non sui principi. Leggi il seguito di questo post »
Newton all’interno del Rapporto di sostenibilità 2013 di Intesa San Paolo
Quando la formazione diventa un’azione di CSR, potrebbe essere questo il caso del progetto che stiamo sviluppando per Intesa San Paolo Vita, che ha già visto coinvolte oltre 150 persone e che si è meritato la citazione all’interno del report di sostenibilità del Gruppo Intesa San Paolo.
Non nascondo una certa soddisfazione per aver costruito insieme ai colleghi della formazione manageriale di Intesa San Paolo e dell’unità CSR questo progetto formativo: “ che fa della condivisione dei valori aziendali i pilastri per l’integrazione di culture e mestieri. L’iniziativa si svolge attraverso i racconti dei partecipanti che, in una logica coerente con il Codice Etico, valorizzano le loro esperienze e “allenano” la capacità di adottare una “visione multi stakeholder”nelle situazioni personali e professionali.” Tratto da pag 63 del rapporto di sostenibilità 2013 di Banca Intesa San Paolo.
Leggendo questo risultato in un’altra ottica, posso affermare che Newton ha sviluppato un’iniziativa di CSR di terzo livello, riuscendo quindi a fondere il proprio core business in un’iniziativa di CSR per un proprio cliente. Si tratta di un risultato che può apparire anche banale, ma banale non è. Leggi il seguito di questo post »
La customer experience dei bambini dell’asilo
Riprendo un argomento che ho già trattato qualche tempo fa e mi coinvolge molto da vicino, i bambini e le conseguenze delle scelte che impattano su di loro.
Nel post dedicato alla maestra Daniela avevo già messo in evidenza la miopia manageriale dell’amministrazione comunale della mia città; con questo post mi piacerebbe al contrario anticipare per quanto possibile un’ulteriore cattiva scelta che potrebbe avere una ricaduta sui nostri bambini. Leggi il seguito di questo post »
Serve ancora timbrare il cartellino?
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Francamente penso di no! Il problema del timbrare o meno il cartello non rientra solo in una logica di controllo/fiducia che condiziona la cultura aziendale, va ben oltre. Timbrare o strisciare il badge identifica principalmente il lavoro come l’occupazione del tempo di una risorsa, spesso, non sempre, poca importa cosa fai e come lo fai. Questo concetto di lavoro ha condizionato sia le organizzazioni che il pensiero del lavoratore, ed a volte si è verificato un condizionamento involontario reciproco. Leggi il seguito di questo post »
Senso di appartenenza aziendale: basta controllare Foursquare
Potremmo chiamarlo Foursquare Index l’indice che più di altri potrebbe rappresentare il senso di appartenenza realmente vissuto da chi lavora presso un’azienda.
Molti di noi sentono il desiderio di eseguire un check-in con Foursquare presso i posti più disparati, per comunicare al mondo dove si trova, ma anche per dimostrare che presso quel particolare posto ci si trova bene, addirittura, usando lo stesso linguaggio del social network, ci si trova da “Re”. Ho quindi pensato perché non verifica rese questo è valido anche per i posti di lavoro?
Frequentando ogni giorno molte realtà aziendali ho provato, negli ultimi 12 mesi a verificare l’utilizzo di Foursquare da parte dei dipendenti e ho cercato di capire se potesse esserci un’analogia se pur casereccia e non scientifica tra i check-in eseguiti e la percezione di appartenenza che si respira all’interno dell’azienda. Leggi il seguito di questo post »
Serve una rivoluzione per la funzione HR?
E’ una domanda ma anche una riflessione. Il business e il contesto in cui operano oggi medie e grandi imprese ha condizionato il modo di prendere decisioni, di organizzarsi e di presentarsi in maniera proattiva nei confronti del mercato.
I fattori esterni all’azienda hanno in altri termini inciso molto sul modo di interpretare le funzioni di linea, diventando sempre più, dove la linea manageriale è chiara ed efficace, avamposto per poter sperimentare azioni in grado di dare risposte al’interno e all’esterno.
Le stesse interferenze ricevute dall’esterno non sempre impattano sulla funzione HR nelle stesse forme e dimensioni. E’ senz’altro vero che per natura di attività è difficile confrontare HR con una funzione di linea; in questi anni ho anche trovato differenti definizione, quella che più si avvicina definisce HR “business partner di linea”. Esiste in maniera più o meno marcato la sensibilità a comprendere che l’integrazione tra funzioni diventa sempre più spesso una soluzione che incrementa in maniera positiva l’efficacia dell’azione della linea stessa. Leggi il seguito di questo post »
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