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Titan, Goodyear e la conseguenza delle azioni insostenibili

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E’ di questi giorni la vicenda che ha visto sotto i riflettori lo stabilimento Goodyear di Amiens in Francia, dove oltre 1100 lavoratori stanno rischiando i proprio posto di lavoro.

La scelta di Goodyear è dettata da una scarsa produttività dello stabilimento, scelta immediatamente contestata dal sindacato Cgt che al contrario afferma nel 2013 i ricavi dello stabilito sono aumentati del 51%. Si tratta di una tipica, quanto triste situazione che anche in Italia abbiamo più volte avuto occasione di assistere. Rispetto ad altre vicende analoghe questa ha una sua particolarità per il fatto che il governo Francese ha cercato di trovare una soluzione individuando nel produttore Titan, gigante americano dei pneumatici agricoli e già produttore di pneumatici Goodyear, un possibile acquirente dello stabilimento. Leggi il seguito di questo post »

A 40 anni cambiare è necessario?

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Dedico questo primo post del 2014 a chi come me festeggerà nei prossimi mesi 40 anni.

Tempo di bilanci, ma anche di riflessioni rispetto al futuro, al lavoro, alla propria realizzazione, in particolare quella professionale.

Più volte ho parlato su questo blog della necessità di costruirsi un percorso professionale il più autonomo in cui potersi costruire un proprio mercato del lavoro che sia interno o esterno ad un’azienda. C’è un momento in cui tuttavia è giusto iniziare a pensare ad un cambiamento nel cambiamento. Leggi il seguito di questo post »

La deresponsabilizzazione dell’art.18

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art 182

In questi giorni di nuova discussione sull’art.18 dello statuto dei lavori, emergono differenti punti di vista.

L’attualità dell’argomento con estensione o validità solo per i neo assunti, fa nascere differenti reazioni, in primis quelle di chi non crede che l’abolizione dello stesso possa incrementare l’occupazione.

Sul tema ho cercato di esplorare differenti punti di vista e vorrei condividere con voi il mio.

L’assunto di base di chi non crede nell’incremento dell’occupazione si basa sul fatto che oggettivamente non ci sia lavoro e quindi questa azione non porti che ad uno svantaggio per tutti indebolendo i diritti dei lavoratori.  Io penso che questo assunto sia solo in parte vero. E’ evidente che rispetto ad altri momenti storici l’offerta di lavoro sia limitata, tuttavia è limitata altrettanto la domanda di lavoro qualificata e quindi in grado di essere utile alle aziende che ancora oggi per scelta o per necessità stanno cercando nuovi lavoratori. Leggi il seguito di questo post »

Formazione e CSR: perchè no?

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business csrVorrei parlarvi un’esperienza che sto vivendo in questo periodo relativo alla crescente richiesta di formazione manageriale in ambito di CSR. Spesso quando si pensa alla formazione sui temi della CSR, si pensa ad una formazione di nicchia delegata o ai vertici aziendali o ai referenti della CSR, sempre più spesso tuttavia, la complessità delle esigenze aziendali sta portando in primi piano la necessità di assumere una visione differente rispetto alla verticalizzazione delle posizioni, sforzandosi di assumere prospettive differenti.

Affrontare i temi della CSR diventa quindi un modo per spostare la discussione dall’io al noi, ragionando sulle conseguenze delle azioni degli individui (o delle funzioni) sugli altri interlocutori interni od esterni (stakeholder). L’assunzione di responsabilità rispetto alle conseguenze delle proprie azione rappresenta ad esempio un buon modo per parlare di cambiamento senza che sia realmente in atto un vero processo di cambiamento. Leggi il seguito di questo post »

Newton all’International Fundraising Congress con il Social Training Event

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ifc A volte le idee seguono una strada che non ti aspetti, anticipano le aspettative e ti sorprendono. Quando con Andrea Beretta e gli amici di Newton abbiamo pensato ad un format che potesse aiutare le aziende a prendere una maggiore consapevolezza delle proprie capacità, lanciando una sfida sociale oltre che di business, non immaginavamo si potesse arrivare a questi risultati. Il Social Training Event come più volte scritto, è  nato con l’intento di mettere in contato realtà profit con realtà non profit, ha assunto nel tempo un’importanza che ha superato i confini per i quali è nato, diventando un apprezzato laboratorio anche di CSR per le aziende, ed uno strumento ambito per il monto non profit.

A maggio abbiamo conquistato grazie al progetto realizzato con Aeroporto di Bologna e AIl Bologna, il primo premio presso l’Italian Fundraising Festival, domani 16 ottobre 2013, siamo entrati nella short list dell’International Fundraising Festival, evento internazionale dedicato alle sinergie tra il mondo profit e il mondo non profit, ed unico progetto italiano selezionato.

Vi aggiornerò nei prossimi giorni sulla scelta della giuria internazionale,

La voglia di ricominciare e la stanza della noia

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Tratta da www.focus.it
Tratta da http://www.focus.it

Dopo la pausa estiva la voglia di ricominciare non è sempre ai massimi livelli. E’ faticoso riprendere gli stessi ritmi interrotti dalle vacanze, la stessa attenzione ai particolari, riassorbire lo stesso livello di stress… tutte questi elementi che contraddistinguono molti dei nostri lavori, possono essere superati più o meno velocemente in funzione di quanta passione riusciamo a esercitare nel compiere il lavoro stesso. Indipendentemente dal tipo di mansione o di lavoro in generale, l’elemento passionale, coinvolgente e quindi motivazionale diventa ciò che riesce a fare la differenza. Leggi il seguito di questo post »

L’autogol di Dolce&Gabbana vanifica le azioni di CSR

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d&gIn questo caso non esistono altri termini che autogol. Il comportamento assunto ieri da D&G, rispetto all’affermazione dell’Assessore al Commercio del Comune di Milano Franco D’Alfonso, rappresenta per molti versi un comportamento che può portare con se più criticità che benefici.

Reagire in quel modo insultando l’istituzione comunale semplicemente per il fatto di aver riportato un fatto e non un’opinione (D&G sono stati condannati e questo è un fatto) può essere di per sé discutibile, tuttavia assume una gravità ulteriore se si legge con attenzione quanto dichiarato nel codice etico della società che provo a riportare di seguito nei suoi passaggi più significativi: Leggi il seguito di questo post »

Ferrero vince su Google: quando la sostenibilità fa la differenza

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ferrero albaE’ stata recentemente presentata la ricerca realizzata da Universum (pubblicata anche su corriere.it) che ha coinvolto oltre 20.000 studenti relativa al posto ideale in cui lavorare, e per la prima volta Ferrero non solo è al primo posto ma ha superato Google che negli ultimi anni è risultata prima in classifica in diverse ricerche analoghe.

Secondo Giovanni Ferrero Amministratore Delegato di Ferrero, il motivo di tale risultato è dovuto al fatto che Ferrero è realmente un’azienda “glocal”, un termine che non trova migliore aderenza rispetto alla realtà Ferrero. Leggi il seguito di questo post »

A proposito di Fundraising e contaminazione

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IMG_0847Mercoledì 15 maggio ho avuto il piacere di assistere alla premiazione finale dell’Italian Fundraising Award dove il format del Social Training Event™ sviluppato all’interno di un progetto di change management per Aeroporto di Bologna ha ricevuto indirettamente il primo premio nella categoria volontariato.

Durante l’evento è stato premiamo l’amico Aurelio (il volontario, ma anche manager che ha creduto nell’iniziativa) che è riuscito nella sua esperienza personale e professionale a mettere insieme due mondi importanti: il volontariato, e lo sviluppo manageriale. Aurelio, ha creduto da subito nel format del Social Training Event™ immagino per diverse motivazioni, ma forse anche perché oltre ad essere un ottimo professionista ha sperimentato personalmente  l’efficacia di un’azione sociale ben condotta.

L’aver partecipato all’Italian Fundrasining Award ha confermato alcune certezze, la prima è rappresentata dalla solidità del settore non profit, sempre più spesso gestito da persone qualificate, che non solo credono in quello che fanno, ma che hanno la reale capacità di assumere contemporaneamente differenti punti di vista, superando i limiti che a volte si trovano in molti manager del settore profit; la seconda è rappresentata dall’energia, uscire ogni tanto dagli schemi del business ed affacciarsi in un altro business (quello del non profit) aiuta serenamente ad affrontare con un’altra prospettiva ed energia le criticità del quotidiano e non solo.

Sono molti anni che mi occupo come volontario di raccolta fondi, non avrei mai immaginato di poter riportare la stessa esperienza nel “mondo del lavoro”; questo è quello che intendo per contaminazione.

La maestra Daniela

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La maestra Daniela è la maestra di mio figlio Matteo di due anni e mezzo, anzi era, perché da lunedì inizierà un nuovo lavoro.

Fin qui nulla di nuovo, probabilmente molti di voi staranno pensando ad un nuovo lavoro nel settore educativo e dell’infanzia, il trasferimento in una nuova struttura dedicata all’infanzia, ed invece no, l’amministrazione comunale ha fatto una scelta organizzativa e manageriale di “alto” profilo, spostando la maestra Daniela, con oltre 20 anni di esperienza nel settore dell’educazione infantile, (lavora in un Asilo Nido comunale di eccellenza e all’avanguardia che non ha mai temuto paragoni con le migliori strutture nazionali) ad un impiego presso un ufficio amministrativo comunale. Leggi il seguito di questo post »